67 milioni dal CIPE per la digitalizzazione delle PMI

Lo scopo dei finanziamenti è quello di incrementarne la produttività delle imprese e la loro competitività sul mercato.

Redazione MondoPMI
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Sono stati sbloccati dal Governo i voucher dedicati alle PMI per investimenti nell’ambito della trasformazione digitale dell’impresa. Il CIPE, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, in una nota ha reso noto che saranno stanziati 67 milioni di Euro per la digitalizzazione delle PMI, nella fattispecie per l’acquisto di macchinari e dispositivi IoT.

Lo sblocco da parte del Governo dei fondi per gli incentivi all’adozione di fattori produttivi afferenti all’Industria 4.0 ha lo scopo di muovere le PMI all’acquisto e all’aggiornamento dei propri impianti produttivi. L’ammodernamento avrà l’effetto positivo di incrementarne la produttività delle imprese e di conseguenza migliorare la competitività sul mercato, evitando il rischio che le imprese siano superate dai competitor.

digitalizzazione delle pmi: Il commento del CIPE

Antonio Gentile, sottosegretario del Ministero per lo Sviluppo Economico con delega al CIPE, sulla digitalizzazione delle PMI commenta: “per il finanziamento di queste operazioni di manutenzione innovativa delle piccole e medie imprese sono per il momento disponibili 100 milioni di Euro, un terzo dei quali destinati alle imprese del Mezzogiorno. È un primo passo importante, una sorta di legge Sabatini 4.0 che consentirà alle PMI di allinearsi alle grandi imprese, incrementando la produttività dei fattori e rafforzando, per riflesso, la filiera della fornitura.

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Industria 4.0 è l’unica grande novità nel debole panorama di politica economica del nostro Paese. È ripresa la vendita di beni strumentali, di software, di programmi per la digitalizzazione delle varie fasi del ciclo produttivo. Insomma, è cominciata una rivoluzione, che il Governo ha il dovere di assecondare, per migliorare i dati dell’export, del valore aggiunto, del reddito, dell’occupazione. Allargare la base produttiva è la via maestra per uscire dalla crisi”.

È stato inoltre approvato dal CIPE il programma operativo Energia e Sviluppo Territori, che avrà lo scopo di investire 72 milioni di Euro in 16 isole situate nel Sud Italia, con lo scopo di promuovere l’efficienza energetica e di creare di reti intelligenti per la distribuzione dell’energia. Questo sarà un modello di innovazione che punterà all’autosufficienza energetica e alla completa eliminazione delle emissioni di CO2, in quei territori del Sud Italia in cui il turismo è la risorsa principale.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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