“AL VIA”: 300 milioni di fondi per le PMI in Lombardia

Un nuovo plafond da 300 Milioni, nuovi fondi per le PMI in Lombardia

Redazione MondoPMI
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fondi per le PMI in Lombardia

La regione Lombardia vara un nuovo piano di stimoli all’investimento: tra garanzie ed aiuti in conto capitale, i fondi per le PMI in Lombardia si arricchiscono di un plafond da 300 milioni di euro. Lo scopo: spingere ulteriormente gli investimenti legati all’ammodernamento degli impianti, e premere per il rilancio o la riconversione delle aree produttive.

Il nuovo programma si chiama “Al Via”, e mette insieme fonti di finanziamento miste per realizzare differenti strumenti di agevolazione: la dotazione di 300 milioni arriva infatti

  • Da fondi europei – 75 milioni
  • Da Finlombarda, in collaborazione con la Banca Europea degli Investimenti – 110 milioni
  • Dal sistema bancario – 110 milioni

I fondi per le PMI in Lombardia saranno articolati in questi strumenti di agevolazione:

  • finanziamenti a tasso agevolato, coperti da una garanzia della regione (prestata gratuitamente).
  • contributi in conto capitale a fondo perduto (esclusivamente per progetti di riconversione dell’area EXPO, e per un massimo del 15% delle spese ammissibili in istruttoria).

Gli obiettivi di questi nuovi fondi per le PMI in Lombardia sono due

  1. stimolare programmi di ammodernamento ed ampliamento produttivo (anche di carattere immobiliare)
  2. riqualificare o riconvertire aree produttive

Tutto questo, attraverso un incremento degli investimenti in progetti che vadano in questa direzione.

Potranno quindi partecipare al bando le imprese che abbiano programmi in questi ambiti, considerevolmente vasti a dire il vero, purchè di orizzonte operativo non superiore ai 12 mesi.

Si potrà coprire fino al 95% del valore dell’investimento, che avrà un tetto massimo di 3 milioni per l’obiettivo 1, e di 6 per l’obiettivo 2.

 

Il processo di attribuzione dei fondi per le PMI in Lombardia

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Le PMI interessate dovranno avere sede nel territorio lombardo; potranno presentare la domanda per accedere agli strumenti di “Al Via” a partire dal 5 luglio 2017. Il bando si chiuderà alla fine del 2019, o in alternativa al raggiungimento di domande per un controvalore superiore al 120% del plafond concesso.

La domanda sarà sottoposta ad una istruttoria in due fasi:

  • nella prima, ciascun progetto verrà valutato in centesimi sulla base di criteri formali e tecnici.
  • Soltanto i progetti valutati al di sopra dei cinquanta centesimi accederanno alla seconda fase.
  • La seconda fase avrà natura economico/finanziaria

L’intero ciclo è previsto durare un massimo di 115 giorni; “Al Via” sembra dunque un piano che dà rilevanza ai tempi di erogazione dei fondi per le PMI in Lombardia: anche in fase di liquidazione, è prevista la possibilità di ricevere anticipi dal 20% al 70% della somma finanziata alla sottoscrizione del contratto.

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Image credit: shutterstock

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  • R. Giorgio DI GIACOMO- VENEZIA

    Oggi il problema principale delle MICRO e PMI, è la gestione del loro assetto finanziario e le tecniche da attivare non sono sempre scontate, anche se ci sono le soluzioni.
    Su questo argomento andrebbe meglio sviluppato un confronto con approfondimenti, per rendere operativo un percorso veloce e pratico al quale possano accedere sia le MICRO, sia le PMI.

  • Flavio Marzi

    Ottima esposizione.
    Un tema di riflessione: prima del 2009, le banche offrivano la quasi totalità degli strumenti finanziari alle PMI.
    La crisi ha reso senz’altro più rischioso investire dei capitali in crediti alle PMI, ma credo che lo spazio sia ancora molto importante, in rapporto a quanto sia stato sottratto dal sistema bancario alle PMI stesse.
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    Sull’argomento della rischiosità, nulla vieta ad un investitore di chiedere il rating (bancario o indipendente) della (o delle) PMI che intende finanziare e di richiedere forme, che possono essere anche non troppo costose, di verifica o certificazione dei bilanci e delle trimestrali.
    Anche limitarsi ad aziende che operino nell’area di residenza del finanziatore può essere una cautela opportuna.

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    Alberto, nel caso in cui un professionista anticipi ad un committente un importo per spese pubblicitarie volte a promuovere l’attività del committente, quindi, non c’è IVA, è corretto? Che dicitura bisogna inserire in fattura? E’ sufficiente “rimborso spese pubblicitarie” allegando la rispettiva fattura con il costo sostenuto? Grazie!