Cosa sono i crediti certificati? La tutela dai ritardi della PA

Requisiti e procedure nell'ebook gratuito di Banca IFIS Impresa.

Redazione MondoPMI
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Per tutte le imprese che subiscono pesantemente i ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione, c’è un’arma in più a difesa della loro liquidità, i crediti certificati.

Introdotti dal DL 66/2014 sono uno strumento che ovvia a limitare gli effetti negativi sulla redditività delle imprese, del ritardo o del mancato pagamento dei debiti da parte delle istituzioni qualsiasi sia il loro settore di appartenenza. Un problema molto sentito dalle imprese, che mediamente devono attendere 131 giorni (oltre 4 mesi) per vedere estinto il proprio credito e che costa circa 65 miliardi di Euro ogni anno.

Un dato che rilega l’Italia all’ultimo posto della classifica dei Paesi UE per ritardo medio dei pagamenti della Pubblica Amministrazione e che già nel 2014 è stato sotto la lente della Commissione UE con relativa procedura di infrazione avviata per non aver applicato le direttive comunitarie in materia.

Come si ottengono i crediti certificati

Per ovviare a questa situazione sono stati introdotti i crediti certificati, lo strumento che consente alle imprese di avviare la procedura di trasferimento del credito con Garanzia statale, presso gli istituti bancari. La cessione del credito agevola le imprese dando loro liquidità pressoché immediata, necessaria per effettuare gli investimenti utili alla crescita dell’impresa stessa.

Le imprese che vantano crediti commerciali nei confronti della Pubblica Amministrazione possono certificare le loro posizioni aperte attraverso il PCC (Piattaforma elettronica Certificazione Crediti) creata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La piattaforma online consente alle imprese in pochi passaggi di ottenere, dopo la valutazione della richiesta, lo smobilizzo dei crediti.

L’ebook gratuito banca ifis impresa

Per approfondire il tema ed esemplificare le procedure da sostenere per l’ottenimento dei crediti commerciali, Banca IFIS Impresa ha pubblicato un e-book destinato a tutte le imprese che vantano dei crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione. La Guida al Credito Certificato è frutto dell’esperienza maturata in oltre trent’anni da Banca IFIS, da sempre al fianco delle imprese del territorio con un’ampia offerta di prodotti e soluzioni legati al credito.

In quest’ottica nasce TiAnticipo, il prodotto finanziario rivolto a tutte le imprese che vantano dei crediti commerciali nei confronti della Pubblica Amministrazione, e che permette loro di avere la liquidità immediata grazie all’anticipo del credito utile alla crescita dell’impresa stessa.

Disponibile gratuitamente per tutti gli utenti, La Guida al Credito Certificato è il manuale sul tema dei crediti certificati, completo di modalità di richiesta della certificazione, requisiti e vantaggi, dello strumento utile alla crescita delle piccole medie imprese, vera anima del tessuto imprenditoriale Made in Italy.

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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