Equity Crowdfunding: chi partecipa alle piattaforme?

Redazione MondoPMI
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Il Crowdinvesting è la forma di investimento che avviene attraverso la rete, tramite la mediazione di portali di raccolta fondi; il Crowdinvesting ha molte facce, ma quella forse più rilevante per le imprese è l’Equity Crowdfunding. Recentemente disciplinato da una legge, questo sistema di investimento (e per le imprese, di raccolta di capitale da destinare ai propri progetti) prevede la partecipazione a piattaforme di raccolta di imprese ed investitori. Ma chi partecipa alle piattaforme in Italia? Ce lo dicono i dati dell’Osservatorio Crowdinvesting della Scuola di Management del Politecnico di Milano.

Chi sono i partecipanti al mercato dell’Equity Crowdfunding?

Nelle piattaforme di Equity Crowdfunding, le imprese che mettono a disposizione parti del proprio capitale sono soprattutto startup innovative, che rappresentano il 95% del parco; dopo l’apertura da parte del governo alla possibilità di finanziarsi in questo modo anche per le PMI, si attendono cambiamenti nella composizione dei portafogli delle piattaforme di Crowdinvesting; al momento è presente un 7% di imprese ascrivibili alla categoria delle PMI innovative. Il restante 2% è rappresentato da veicoli di investimento che muovono i capitali su più progetti. Ad oggi quindi, ad offrire equity sono soprattutto startup; queste “quasi aziende” sono attive in alcuni settori più che in altri

  • Social o Sharing 26%
  • ICT 24%
  • Servizi Professionali 13%
  • Agroalimentare 9%
  • Green Economy 8%
  • Manifattura 6%
  • Moda e design 4%
  • Altre 10%

Se i primi tre posti sono occupati da aree di business tipici dell’Industria 4.0, non è una sorpresa che Agroalimentare, Green Economy, Manifattura e Moda e Design siano rappresentate, considerando il tessuto industriale e la vocazione settoriale dell’Italia.

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Cosa cercano le aziende nell’ Equity Crowdfunding? e cosa offrono?

Che cosa cercano queste aziende? Principalmente fondi per realizzare

  • Investimenti di marketing 56%
  • Investimenti in ricerca e sviluppo 42%
  • Piattaforme web 41%

Le imprese presenti sulle piattaforme di Equity Crowdfunding offrono percentuali del proprio capitale agli investitori del Crowdinvesting; le percentuali però negli ultimi anni si sono ridotte: ad oggi vengono offerti tagli di media poco inferiori al 18% del capitale sociale messo a disposizione da una singola impresa; in termini di valore assoluto, il valore medio di questa partecipazione si aggira sui 245.000 euro. Questa dinamica mette in luce il fatto che le piattaforme di Crowdinvesting sono solo uno dei componenti in un mix di strumenti di finanziamento che le startup combinano per raggiungere i propri scopi.

Va detto che la presenza dominante di Startup fa sì che tra le imprese che offrono partecipazioni sulle piattaforme, più della metà non registrino utile in bilancio, ed anzi vi siano perdite consistenti; ovviamente, come per tutte le startup, il modello di investimento prevede la possibilità di ritorni molto elevati, che compensino il pur consistente rischio.

Sul lato dei prestatori, l’Equity Crowdfunding vede una predominanza delle persone fisiche su quelle giuridiche e sulle aziende: per più dell’89%, gli investitori sono persone fisiche; tra quell’11% che rappresenta le società, non vi sono investitori professionali o istituzionali. I prestatori sono soprattutto maschi, con un’età media di 43 anni.

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Image credit: shutterstock

 

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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