Factoring: continua la crescita di mercato

A giugno +2,8% rispetto al 2015.

Redazione MondoPMI
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Non sembra arrestarsi la corsa del factoring: nel primo semestre dell’anno infatti lo strumento di finanziamento continua ad incrementare le proprie quote di mercato confermandosi leva fondamentale per il sostegno economico alle PMI del territorio.

Secondo i dati di Assifact (scarica qui il report completo), l’Associazione italiana per il factoring che riunisce tutti i maggiori operatori nazionali del settore, il trend è in aumento anche nel mese di giugno, e prosegue quello che già si era evidenziato alla fine del mese di maggio. La variazione dei volumi complessivi (turnover) è in crescita del +2,76% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un volume complessivo che supera oramai i 93 miliardi di Euro. Positivo al 30 giugno anche l’outstanding, l’ammontare dei crediti in essere nel portafoglio delle società di factoring: oltre 56 miliardi di euro, con un incremento del 2,63% rispetto al 2015. In aumento (+3,96%) anche gli anticipi e i corrispettivi pagati, che al 30 giugno 2016 hanno superato i 44 miliardi di euro.

Il mercato del factoring vale già circa l’11% del PIL nazionale e mostra previsioni di crescita per tutto l’anno in corso, con un incremento stimato intorno al +3,3% per la fine dell’anno. Sempre secondi il report Assifact, le operazioni che attraggono maggiormente le imprese italiane sono le “pro soluto”, ossia quelle in cui la società che operano in questo settore si assumono il rischio d’insolvenza del debitore ceduto. Questo tipo di operazione ha superato la soglia del 70% dell’operatività complessiva lasciando al factoring pro-solvendo le restanti quote di mercato.

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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