Il FESR finanzia in ricerca e sviluppo le PMI umbre

12 milioni alle imprese che si candidano fino al 31/03/17.

Laura Aglio
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La Regione Umbria punta al potenziamento della ricerca e sviluppo con fondi per il “Supporto alla realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo su poche aree tematiche di rilievo e all’applicazione di soluzioni tecnologiche funzionali alla realizzazione delle strategie di S3. Approvazione Bando a sportello per il sostegno di progetti complessi di ricerca & sviluppo” già a partire dal 7 novembre.

Il bando finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, reciprocamente coerenti e collegati tra loro in un Programma strategico di ricerca, volti a definire nuovi prodotti e/o processi e a rafforzare i processi di valorizzazione della ricerca nell’ambito dei sistemi produttivi strategici per la Regione Umbria identificati negli ambiti di specializzazione identificati dalla Strategia di Ricerca e Innovazione per la Specializzazione Intelligente (RIS 3) realizzati da PMI e Organismi di ricerca e diffusione della conoscenza.

Beneficiari:

Soggetti che, sotto forma di Raggruppamenti/Aggregazioni anche temporanei, costituiti o costituendi, intendano sviluppare un programma strategico rappresentato da un insieme di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale reciprocamente coerenti e collegati tra loro. Tali raggruppamenti/aggregazioni di soggetti beneficiari, già chiaramente definiti al momento della presentazione delle candidature, devono essere costituiti da un numero di imprese non inferiore a 3 e non superiore a 7, alle quali si può aggiungere un Organismo di ricerca e diffusione della conoscenza privato o pubblico.

Risorse: € 12.000.000,00

Tipo di agevolazione:

L’agevolazione a favore delle PMI e Organismi di ricerca e diffusione della conoscenza privati consiste in un contributo a fondo perduto concesso nella seguente misura:

– 30% del costo del progetto ammesso all’agevolazione e relativo alle attività di sviluppo sperimentale;

– 55% del costo del progetto ammesso all’agevolazione e relativo alle attività di ricerca industriale;

In ogni caso il contributo non potrà superare i massimali previsti in tema di aiuti di Stato alla R&S dalla Commissione Europea. L’agevolazione a favore delle Grandi imprese e Organismi di ricerca e diffusione della conoscenza pubblici consiste in un contributo a fondo perduto concesso nella seguente misura:

– 20% del costo del progetto ammesso all’agevolazione e relativo alle attività di sviluppo sperimentale;

– 45% del costo del progetto ammesso all’agevolazione e relativo alle attività di ricerca industriale.

Spese ammissibili:

a) spese per personale dipendente di ricerca (ricercatori, tecnici, e altro personale ausiliario adibito all’attività di ricerca)

b) costo delle strumentazioni, attrezzature e/o macchinari non oltre il 15% del totale dei costi ammissibili del progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale;

c) servizi di consulenza e simili utilizzati esclusivamente per l’attività di ricerca. Tali spese non potranno comunque eccedere il 50% del totale dei costi ammissibili del progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. In questa voce verranno incluse:

– spese per consulenze e simili utilizzate esclusivamente per l’attività di ricerca e/o sviluppo sperimentale;

– prestazioni di terzi aventi carattere meramente esecutivo (es. costruzione prototipo, effettuazione prove, ecc…);

– spese per beni immateriali di nuovo acquisto utilizzati esclusivamente per l’attività di ricerca, compresa l’acquisizione dei risultati di ricerche, di brevetti e di know-how, di diritti di licenza

d) materiali direttamente imputabili all’attività di ricerca

e) spese generali supplementari derivanti direttamente dal progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, ammissibili e da calcolarsi forfetariamente nella misura massima del 15% del costo ammissibile per le “spese per personale dipendente di ricerca” di cui al precedente punto a).

Termini e modalità: dal 7 novembre 2016 al 31 marzo 2017.

Link al Bando completo

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Laura Aglio

Laura Aglio

Eu-Fundraiser e business developer. Sempre in viaggio in cerca di nuove idee da sviluppare e fondi/bandi per finanziarle. Formatrice aziendale e in formazione continua

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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