Mercato Unico dei Capitali: nuova opportunità per PMI

Maggiore facilità di accesso ai finanziamenti per le PMI italiane.

Redazione MondoPMI
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Il Mercato Unico dei Capitali (UMC) è il passo successivo che l’Europa intraprenderà dopo la creazione dell’Unione Bancaria. Lo scopo è quello di rendere omogenee le norme e l’autorità di controllo per tutto ciò che riguarda da una parte la raccolta di finanziamenti per le imprese e soprattutto le PMI, e dall’altra i risparmiatori, le banche, i fondi e le compagnie di assicurazione, facendo così convergere le esigenze di chi ha la necessità di essere finanziato con quelle di chi vuole investire. Il Mercato unico dei Capitali vuole quindi rilanciare le attività produttive in Europa e allo stesso tempo proteggere i risparmiatori, migliorando il funzionamento di un mercato diviso tra i 27 Paesi membri dell’Unione Europea, che ha regole e autorità di vigilanza differenti.

Paolo Garonna, presidente della FeBaf (Federazione tra banche, assicurazioni e fondi) che ha presentato il punto di vista dell’Italia lo scorso 17 marzo alla Mid Term Review della Commissione Europea, spiega come a due anni dalla conclusione del programma nel 2019 la Brexit abbia cambiato lo scenario in cui fino a quel momento erano state svolte le consultazioni. Londra fino a quel momento era stata un punto di riferimento e un centro di attrazione: la sua uscita ha sicuramente dato più libertà di manovra per la creazione di integrazione e unità di regole a livello europeo.

LO SCENARIO FUTURO

Lo scenario futuro consentirà una maggiore facilità di accesso ai finanziamenti per le imprese italiane anche in altri Paesi dell’Unione Europea, in quanto un mercato più grande garantisce efficienza e una migliore tutela del consumatore. È prevista anche un’unica autorità di vigilanza, che detterebbe regole uniche per tutti e 27 i mercati finanziari coinvolti. Il modello da seguire potrebbe essere quello della BCE, in cui un’autorità centrale dei mercati finanziari regolamenta e vigila sui mercati, anche avvalendosi dell’ausilio delle “Consob” dei singoli Paesi.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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