Nuova Sabatini: arriva il sistema di rating

Il valore di rating deriverà da tre parametri, basati sui dati dei bilanci degli ultimi due anni.

Redazione MondoPMI
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Dal 14 giugno è in vigore il nuovo modello di valutazione dei finanziamenti della Nuova Sabatini, necessario per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI.

Il nuovo sistema di rating prevede che l’ammissione al Fondo di Garanzia sia preceduta dallo studio sulla probabilità di inadempimento delle imprese.

La Nuova Sabatini è un regime di aiuto istituito dal decreto legge 69/2013, per agevolare l’accesso al credito delle PMI, e informazioni più approfondite possono essere trovate in questo articolo.

La nuova normativa, comunicata nella Gazzetta Ufficiale del 13 giugno 2017, modifica la lettera M della parte VI delle Disposizioni operative per l’accesso al Fondo di Garanzia. Ora è prevista l’applicazione di un modello di rating basato sui bilanci degli ultimi 2 anni, il quale attribuisce alle imprese una classe di valutazione basata su 3 parametri. Le classi di valutazione sono 5, dove la classe di rating 1 è quella con il tasso di rischio di default meno elevato e pari al massimo allo 0,12%, mentre la classe di rating 5 prevede un tasso di rischio di default superiore al 9,43%.

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I parametri di valutazione della nuova sabatini

I tre parametri utilizzati per valutare il tasso di rischio di default delle imprese devono essere compilati nel Portale Rating per le Imprese, e nel dettaglio sono:

  • parametro economico finanziario: dà una stima del profilo di rischio patrimoniale, economico e finanziario dell’impresa. Devono essere comunicati i dati dei bilanci approvati degli ultimi 2 anni oppure i prospetti contabili sui quali sono stati redatte le ultime 2 dichiarazioni fiscali;
  • parametro andamentale: dà una stima del profilo di rischio derivante dalla dinamica dei rapporti intrattenuti dall’impresa con le istituzioni finanziarie a livello sistemico. Devono essere comunicati i dati dei rischi a scadenza ed esposizione di cassa di accordato e utilizzato degli ultimi 6 mesi forniti dalla Centrale dei Rischi, e dei rischi relativi a contratti rateali, non rateali e carte del soggetto beneficiario finale forniti da i Credit Bureau, nel momento in cui questi siano gli stessi utilizzati dall’impresa per la propria valutazione del merito di credito;
  • presenza di atti ed eventi pregiudizievoli a carico del beneficiario del finanziamento e dei singoli soci.

L’assegnazione del rating avviene tramite l’analisi congiunta dei dati comunicati dei due parametri e dalla presenza si atti e eventi pregiudizievoli. I punteggi variano a seconda della forma giuridica dell’impresa, del regime di contabilità e del settore economico di appartenenza.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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