PMI: la riforma del Fondo di Garanzia

Le imprese che non utilizzeranno il finanziamento entro tre anni vedranno revocate le agevolazioni ricevute.

Redazione MondoPMI
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Dopo mesi di discussione ora manca solamente la firma del Ministero dell’Economia e del Ministero dello Sviluppo Economico per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della riforma del Fondo di Garanzia per le PMI.

Il Fondo di Garanzia nasce per consentire alle piccole e medie imprese di accedere a finanziamenti necessari per la crescita della propria attività, anche in assenza di garanzie reali. Lo Stato affianca le PMI per fornire le garanzie necessarie richieste dagli istituti di credito per ottenere il finanziamento, fino alla copertura dell’80% dell’importo richiesto ed un massimo di 2,5 milioni di Euro. Il Fondo non entra nel merito del rapporto tra impresa e banca, ma ha la sola funzione di dare la garanzia per il finanziamento.

LE NOVITÀ DELLA RIFORMA

Le principali novità introdotte dalla riforma per l’accesso alle risorse del Fondo riguardano:

  • l’obbligo di presentare un piano di investimento triennale completo;
  • il 25% degli investimenti previsti dal piano dovranno essere finanziati con risorse proprie dell’impresa;
  • l’intero finanziamento dovrà essere speso entro 3 anni dall’erogazione della prima tranche, in caso contrario sarà revocata l’agevolazione.

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Al termine del finanziamento, le imprese che avranno usufruito del Fondo di Garanzia dovranno redigere un rapporto in cui sarà illustrato l’impiego delle agevolazioni ricevute, allegando tutta la documentazione relativa agli incrementi patrimoniali acquistati o realizzati, sia materiali che immateriali. Inoltre dovranno essere dichiarate le eventuali variazioni rispetto al piano triennale di investimento presentato per l’ottenimento della garanzia. La relazione dovrà essere firmata dal rappresentante legale della società.

Infine, entro un mese dalla scadenza del finanziamento, le imprese dovranno inviare al Fondo di Garanzia la dichiarazione sostitutiva sull’atto di notorietà relativa al finanziamento ricevuto, esclusivamente tramite procedura informatica. Tale dichiarazione dovrà essere firmata dal legale rappresentate, alla quale dovranno essere allegati l’attestazione dell’avvenuto avvio dell’attività e gli stessi documenti inviati con la relazione finale.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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