Il cloud come supporto alla digital transformation

Secondo IDC 1 azienda su 3 investe nel digitale.

Redazione MondoPMI
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La digital transformation aiuta le PMI a ottenere una migliore performance sia in termini di incremento delle vendite e di soddisfazione del cliente sia in termini di riduzione dei costi e produttività del personale. A confermarlo è uno studio condotto da IDC sull’impatto positivo della trasformazione digitale delle imprese. Gli investimenti in digitalizzazione spesso richiedono un minimo impiego di capitale e di personale specializzato, consentendo miglioramenti in termini di performance e di efficienza e l’accesso a nuove funzionalità.

I dati di idc sulla digital transformation

Secondo la ricerca, il 44% delle PMI sta realizzando investimenti in tecnologia per l’ottimizzazione dei processi aziendali. Barry Padget, presidente di Smb, spiega come anche per le PMI la trasformazione digitale nel prossimo futuro sarà un capitolo di spesa necessario a bilancio per garantire la crescita e la redditività dell’impresa. A tale proposito, l’indagine illustra come l’ingresso nella digital economy sia ritenuto fondamentale per la crescita per il 46% delle imprese con meno di 1000 dipendenti e per il 38% delle imprese con meno di 100 dipendenti.

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Per facilitare il processo di trasformazione, per le PMI risultano efficaci delle soluzioni cloud per software collaborativi, CRM e piattaforme e-commerce. Queste applicazioni sono i punti di partenza per la digitalizzazione e un terzo dei partecipanti all’indagine ha indicato la preferenza che questi servizi vengano offerti in cloud.

I vantaggi di questa soluzione possono essere riassunti in:

  • scalabilità, ovvero la possibilità di diminuire o incrementare le risorse utilizzate in base al carico di lavoro richiesto;
  • pay per use, ovvero la possibilità di poter pagare solo l’effettivo utilizzo del servizio;
  • riduzione dei costi, per non dover mantenere delle strutture IT in questo caso a carico del fornitore.

Ray Boggs, vice presidente di IDC, evidenzia come le PMI hanno sempre una maggiore consapevolezza dei vantaggi che la trasformazione digitale porta all’intera organizzazione. Tuttavia la massimizzazione di questo impatto positivo si ha solamente attraverso l’integrazione tra le diverse aree tecnologiche dell’impresa, ed è questa la vera sfida che deve essere superata in un’ottica di crescita in un ambiente competitivo e in continua evoluzione. Questa sfida è già stata accettata da più di un terzo dei partecipanti all’indagine, i quali hanno dedicato risorse finanziarie e umane allo sviluppo digitale dell’impresa.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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