Godot: comunicazione e saper fare nella gelateria artigianale

Redazione MondoPMI
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Per la nostra rubrica FuturoPMI intervistiamo oggi Elio Palmieri titolare della gelateria artigianale Godot di Rovigo. Una piccola realtà dinamica che ha saputo evolversi nel tempo coniugando saper fare con saper comunicare, attraverso punto vendita e media sociali. Aspetti fondamentali per le realtà artigianali che fanno della propria storia e del proprio prodotto i primi valori aziendali per competere nel mercato.

1) Buongiorno Elio, ci racconti in breve la sua esperienza di imprenditore e “Mastro Gelataio”. Cosa significa oggi aprire una gelateria artigianale?

La scelta l’ha fatta mia madre 29 anni fa aprendo la sua gelateria in Maremma e per caso, o meno, è piaciuto anche a me fare questo lavoro. Aprire una gelateria oggi significa continuare un mestiere artigianale senza l’enfasi che aveva negli anni ottanta, le persone stanno cambiando il loro rapporto con il gelato e il gelato sta cambiando con loro. I gusti classici vanno un po’ modificati, si sta sperimentando il gelato non solo come dessert ma come pasto e il passo successivo è il gelato gastronomico, i gusti nuovi e affinità con mondi come il teatro, la moda, le feste popolari, in sintesi un lavoro sempre in perenne aggiornamento.

2) Si parla molto di “futuro artigiano” e “saper fare”, quanto conta e quale valore aggiunto può offrire l’artigianalità ad un’attività imprenditoriale in questo delicato momento storico?

La parola artigiano che per alcuni aspetti è un po’ sparita sia per la scomparsa della “scuola artigiana” fatta in bottega dove si  imparava un mestiere, sia per al nuova parola imprenditore, e qui si  aprirebbero molte analisi, ma da ottimista credo che il saper fare un gelato una camicia o altro mestiere manuale non finirà mai se riesci a reinterpretarlo in base al periodo storico. Non si può più stare in bottega a lavorare e pensare che i clienti arrivino da soli, se sei un artigiano che fa qualcosa di diverso in un mercato globale uniformato sei vincente.

3) Quali sono le leve commerciali e i mezzi di comunicazione che utilizzate per intensificare l’esperienza del cliente all’interno del punto vendita e sul web?

La leva principale è difficile da spiegare, il mio pensiero è volto a dare accredito a Godot, le persone ogni giorno devono pensare a Godot come un punto di fiducia e sicurezza: “li c’è il gelato e non avrò dubbi se devo portare una persona importante li farò bella figura”. Questo è il nostro lavoro quotidiano fatto di sincerità senza frasi fatte appese alle pareti del tipo “noi utilizziamo prodotti di alta qualità e selezionati”. E’ più importante l’accoglienza, fare sempre qualcosa per le occasioni popolari: Natale festa della donna, Pasqua, ecc. E’ importante far parlare e per questo i social sono i numeri uno, ma devi avere qualcosa da dire.

4) Quali vantaggi ha riscontrato nella gestione strategica dei social network, in particolare della Fan Page su Facebook?

I vantaggi son numerosi, le persone ti guardano sotto un aspetto diverso. Diventi un brand , non so spiegare a parole ma superi il luogo fisico. Si crea dialogo con le persone e questo dà credito al locale. Quando un fan entra in gelateria sa di essere conosciuto, sicuramente parla di Godot anche quando non sta mangiando il gelato, viene attratto dalle novità che mettiamo nei social: offerte economiche e di prodotto dedicate agli eventi. Quando organizziamo eventi in gelateria  i social (Fan Page Godot) ci danno voce, aumentano la portata delle persone che possiamo raggiungere e si  continua a  parlarne  anche qualche giorno dopo. Oggi ci parliamo per sms per mail, attraverso i social media. Lo schermo diventa la nostra finestra sul mondo, per questo è necessario partecipare e “metterci la faccia” in questo mondo un po’ virtuale.

5) Quale consiglio si sente di dare un una piccola impresa come la sua che affronta oggi la crisi economica?

Il mio suggerimento è prendere spunto quello che fanno i grandi brand a livello nazionale e globale e farlo in piccolo, nel tuo mercato e nella tua città. La crisi economica non ferma la voglia di dolcezze, anzi forse l’aumenta. Per fare un esempio, noi abbiamo attivato due iniziative due giorni alla settimana: il martedì con un kg di gelato acquistato si ottiene un kg di gelato in regalo, mentre il giovedì a tutti i fan di Facebook regaliamo una pallina gratis ogni gelato acquistato. Il messaggio è fare qualcosa contro la crisi il martedì e un piccolo premio per i fan il giovedì. Contro la crisi si deve investire in comunicazione, dire dove siamo e cosa facciamo, farlo al massimo e trovare soluzioni economiche che diano il massimo risultato.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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