Imprenditoria femminile: nel secondo trimestre crescono le imprese rosa

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Le imprese femminili hanno una marcia in più. A rivelarlo è l’Osservatorio sull’Imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere, che testimonia una crescita del +0,34% (4.878 unità), rispetto alle imprese nel loro complesso che sono aumentate dello 0,13%.

Tra le città maggiormente a tinte rosa spiccano Prato, Siracusa, Pescara e Novara; tra le regioni: il Molise (quasi il 30% del tessuto produttivo è femminile), l’Abruzzo (27,8%) e la Basilicata (27,7%).

Il Registro delle imprese delle Camere di commercio registra alla fine del secondo trimestre 2013: 1.429.880 aziende, il 23,6% del totale delle attività. Vediamo nel dettaglio alcuni dati relativi a questo campione.

  • Quasi il 12% ha al comando giovani con meno di 35 anni d’età. Un dato significativo che mette in evidenza lo spirito imprenditoriale delle donne, sempre meno sesso debole.
  • Nei dodici mesi esaminati si registra un forte incremento delle società di capitali “rosa”: +9.027 unità, con una crescita di queste imprese del 4,21%. Sensibile anche l’aumento delle cooperative guidate da donne: 923 imprese in più, con un aumento nel periodo del 3,13%.
  • Il settore terziario continua ad essere il preferito: 3.573 le unità in più nei servizi di alloggio e di ristorazione, 1.107 in più quelle legate al noleggio e agenzie di viaggio. Aumentano i servizi alla persona (+1.288), ma anche quelle attività storicamente meno interessante: +1.337 attività finanziarie, assicurative e immobiliari, +1.055 edilizia e costruzioni.

Segnaliamo inoltre che otto imprese guidate da donne su 100 si devono all’iniziativa di cittadine straniere. Sono infatti 114.963 le aziende gestite da imprenditrici di altra nazionalità, 82mila delle quali (pari al 5,76% del totale delle imprese femminili in Italia) hanno al vertice una cittadina extracomunitaria.

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Dal 1990 lo Studio Baldassi affianca imprese e organizzazioni di vari settori merceologici, prevalentemente PMI del Nord Italia, e recentemente anche la Pubblica Amministrazione. La sua missione: ‘aiutare le aziende ad aiutarsi' per un business migliore.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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