L’ascesa dell’e-commerce: +16% dal 2014

Editoria, abbigliamento e hi-tech i settori trainanti.

Alberto Liviero
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La tredicesima edizione dell’Osservatorio e-Commerce B2C ha definitivamente decretato l’ascesa del commercio elettronico in italia. Come si legge nel comunicato stampa “l’acquistato online da consumatori italiani vale 16,6 miliardi di euro, 2,2 miliardi in più rispetto al 2014, e la penetrazione dell’eCommerce supera il 4% del totale consumi retail”.

Il settore trainante è l’editoria con un + 31% rispetto all’anno passato, merito soprattutto del costante incremento di acquisti di libri in formato elettronico, gli e-book. Sul podio, rispettivamente al secondo e terzo posto l’hi-tech con un +21% e l’abbigliamento +19%. Segue, di pochi punti percentuale in meno, il turismo con il + 14%.

Un altro importante aspetto che è emerso dall’analisi è la sempre più costante presenza di prodotti artigianali del Made in Italy. Ed è proprio il Made in Italy il protagonista di un progetto con uno dei principali leader del commercio elettronico, Amazon. Progetto che dà l’opportunità ai 150 artigiani aderenti di mettere in evidenza i propri prodotti in una apposita vetrina, creata ad hoc, del famoso marketplace estendendo, di fatto, la propria produzione da locale a globale.

LE FORME DEL COMMERCIO ELETTRONICO

Nelle pratiche commerciali è possibile fare una distinzione del commercio elettronico nella forma diretta ed indiretta. Per commercio elettronico diretto si intende una operazione nella quale il pagamento avviene attraverso canali telematici e la spedizione del bene con le tradizionali modalità per tramite di un vettore o del servizio postale. L’esempio è una classica attività commerciale in cui il venditore che possiede un negozio on-line e, a fronte del pagamento ricevuto per l’ordine di acquisto, spedisce i beni fisici al cliente con le forme sopra citate.

Diversamente, invece, nel commercio elettronico indiretto l’operazione, dal punto di vista giuridico, si perfeziona con il pagamento telematico. Non c’è una vera e propria consegna del bene poichè questa forma di e-commerce, prevede l’acquisto di prodotti intangibili, quali software, e contenuti multimediali che per effetto della loro immaterialità non è possibile una consegna vera e propria all’acquirente.

IL DROP-SHIPPING

Il Drop-Shipping è una tecnica di vendita che in italia è ancora poco diffusa ma in altri paesi, soprattutto occidentali, rappresenta una buona fetta del commercio elettronico. È una forma di e-commerce particolarmente flessibile e agevole in quanto consente al venditore di operare in totale assenza di un magazzino fisico di merci, liberandosi da tutte le problematiche ad esso connesse, ad esempio le rimanenze. Sono tre i soggetti coinvolti, i quali danno origine ad un’operazione triangolare, la cui particolarità risiede nella figura del drop-shipper, cioè colui che avrà in carico la gestione logistica dell’operazione, dallo stoccaggio alla spedizione al cliente finale per conto del venditore.

 

Image Credit: Shutterstock

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Alberto Liviero

Dottore Commercialista, iscritto all’ODCEC di Rovigo. Formazione di stampo giuridico-economica, con un occhio di riguardo all'innovazione ed alle nuove tecnologie.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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