La vostra azienda è pronta per vendere online?

E-commerce significa aprirsi nuove vie commerciali, vediamo come comportarsi

Redazione MondoPMI
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Il classico pensiero che balena nella testa dell’imprenditore di una PMI italiana o di uno startupper è quello di “fare i soldi con internet” e, nella fattispecie, di aprire un negozio online.

C’è da dire, in effetti, che i numeri degli e-commerce in Italia e nel mondo sono di tutto rispetto: trattandosi di un fenomeno piuttosto recente, ogni anno si riscontrano crescite imponenti a livello di e-commerce aperti e di portata economica:

 

  • Nel 2008, ad inizio crisi, l’e-commerce in Italia valeva circa 6,4 miliardi di euro
  • +58%; +43%; +32%: la crescita annua rispettivamente nel 2019, 2010 e 2011
  • Nel 2014 il giro d’affari dei negozi virtuali in Italia ha raggiunto i 24,2 miliardi di euro

Fonte: dati Casaleggio e Associati – 2015

 

Vendere online non è il salvagente universale per i problemi dell’impresa italiana: se il mercato dei propri prodotti di riferimento stenta, allora è probabile che ci si imbatta in determinati trend anche online.

Preferisco smorzare gli entusiasmi: è meglio fare un’analisi in più prima di avventurarsi in “imprese” online che rischiano di essere facili e di grande successo solo sulla carta. Per questo motivo, meglio porsi qualche domanda…

 

BUSINESS PLAN

Avete fatto un business plan? Sapete quanto spendere e soprattutto come spendere?

PRODOTTO e PREZZO

Ovviamente il prodotto ha un ruolo centrale. Osservate i vostri concorrenti: qual è la qualità dei loro prodotti e il loro posizionamento? In che fascia prezzo si collocano? Vendono online e in che piattaforme? Di proprietà o di terze parti?

In base a ciò che fanno i concorrenti, potete capire se il vostro prodotto può trovare posto nel mercato e con quali speranze.

Inoltre dovete chiedervi: avete ampi margini sul prodotto, tali da potervi permettere vendite promozionali, diversi livelli di sconto e cessione di parte dei margini per intermediari esterni? (come ad esempio altri rivenditori online o sistemi di gestione dei pagamenti online).

INFRASTRUTTURA TECNOLOGICA

I vostri prodotti sono di massa o soddisfano le esigenze di una nicchia? Si trovano nei più comuni marketplace e negozi online (Amazon, LoveTheSign, Yoox, etc)? La vostra azienda ha un brand immediatamente riconoscibile e famoso nel suo settore o c’è ancora da lavorare in questo senso? Se il vostro profilo si avvicina maggiormente a una situazione :

  • prodotti di massa; prodotti presenti anche in altri marketplace; brand non così riconoscibile, allora è meglio fare qualche test prima di fare mosse azzardate. Inserite i vostri prodotti nei marketplace che possono contare su un buon numero di utenti già acquisiti per capire se il vostro prodotto vale e ha chance di essere venduto online.
  • prodotto di nicchia; prodotti scarsamente presenti sul web; brand conosciuto nel suo settore: premesso che fare test inserendo il prodotto in altri siti che già vendono è sempre una cosa saggia, con questo scenario di partenza potreste avere tutte le carte in regola per gestire un vostro e-commerce evitando di lasciare margini a siti web intermediari.

Peraltro, anche una volta stabilita l’opportunità di vendere su un proprio sito web, si aprono molteplici scenari per scegliere se utilizzare un sito costruito ad hoc per voi, sfruttare uno dei tanti CMS (Content Management System – ossia dei sistemi di gestione dei contenuti da configurare), che si distinguono tra loro anche per ampiezza delle personalizzazioni o ancora decidere di optare per delle piattaforme “pronte” (e poco personalizzabili) per arrivare a vendere online in pochi minuti.

TARGET DI RIFERIMENTO

Avete un prodotto innovativo che risponde a bisogni espliciti, per i quali – magari – c’è un’ampia ricerca online? Conoscete veramente i bisogni, i dubbi e le modalità di acquisto del vostro target utente? Se la risposta a entrambe le domande è SI, allora vendere online è una via da considerare, sia tramite altri siti, sia con un sito vostro.

PROMOZIONE

Così come nei negozi tradizionali serve gente che entri in negozio, osservi la merce e poi acquisti, così online avete necessità di portare traffico al sito: traffico di qualità, si intende, ossia persone che siano realmente interessate ai prodotti che vendete. E questo non è gratis: SEO (visibilità sui motori di ricerca); pubblicità online, cura dei Social Media sono tutti aspetti che non potete ignorare.

Questi sono solo alcuni dei fattori più rilevanti da considerare prima di aprire un negozio online. Ma servirà includere nella lunga lista di elementi fondamentali anche:

  • Una navigabilità e una usabilità del sito semplice e immediata
  • Un “value for money” adeguato (ad esempio, un basso prezzo rispetto ai competitor o un prezzo adeguato alle caratteristiche dei vostri prodotti)
  • Connesso con il value for money, anche un posizionamento chiaro (a voi e al consumatore)
  • Una comunicazione in linea con il vostro posizionamento
  • Una struttura logistica organizzata (tempi di consegna rapidi; costi di spedizione adeguati)
  • Fidelizzazione, customer care, gestione resi e servizio post-vendita

 

Paradossalmente, più che orientarvi su quali piattaforme scegliere per vendere online, tutte queste domande dovrebbero farvi capire che l’e-commerce non è una passeggiata ma una vera e propria “azienda nell’azienda” che ha l’obbligo di confrontarsi con un mercato, dei clienti, una serie di tecnologie, la scelta delle opportune dinamiche di prezzo e promozione, una grande cura delle immagini (fotografiche ad esempio) e in generale dei contenuti multimediali, l’organizzazione logistica, il packaging, il posizionamento sui motori di ricerca, il Social Media Marketing, l’E-Mail Marketing, il Customer Care, il servizio post-vendita, etc.
Insomma, non basta avere un’azienda esistente e operante in un mercato tradizionale con un discreto successo per improvvisarsi venditori online: servono conoscenze, grande organizzazione e nella maggior parte dei casi un supporto consulenziale (o tanto tanto studio).

Articolo redatto da Luca Crivellaro @inspira_espira

Immagine via Shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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