Trasformazione digitale PMI sud: arriva il Digital Hub

Sarà il punto di riferimento per l'innovazione delle imprese del meridione.

Redazione MondoPMI
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Nasce in Puglia il primo Digital Innovation Hub per la trasformazione digitale per le imprese del mezzogiorno.

I distretti tecnologici (Digital Hub) sono nati come iniziative del Piano Calenda, con lo scopo di creare dei poli di incontro tra imprese e università e per la valorizzazione delle eccellenze anche in termini di formazione. Il Piano mira ad adeguare il tessuto imprenditoriale italiano all’industria 4.0, attraverso la creazione di due enti:

  • i Digital Innovation Hub che si costituiranno sul territorio, con l’ausilio di Confindustria e Rete Imprese Italia;
  • i Competence Center, che faranno da tramite per i rapporti tra imprese e università italiane, per favorire le relazioni tra ricerca e industria.

Più in dettaglio i Digital Innovation Hub, sono un modello di coinvolgimento dei territori e costituiscono un asset strategico per la crescita industriale del Paese. Lo scopo è quello di incrementare l’incidenza sul PIL del settore manifatturiero, il dovrebbe passare dall’attuale 15% ad un valore obiettivo del 20%. L’obiettivo può essere raggiunto supportando adeguatamente le imprese nella digitalizzazione, nella pianificazione degli investimenti, nell’accesso a fondi di finanziamento pubblici e privati e nell’interazione con gli altri hub europei.

In Europa sono presenti 39 hub di innovazione, 2 dei quali si trovano in Italia, uno nel Triveneto e l’altro in Puglia, quest’ultimo a favore di tutte le imprese del mezzogiorno.

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IL DIGITAL HUB PER LE IMPRESE DEL MEZZOGIORNO

Apulia Digital Manufacturing Innovation, il progetto di Digital Hub per il mezzogiorno, è stato realizzato su iniziativa di Confindustria di Bari in collaborazione con il Politecnico di Bari e patrocinato dalla Regione Puglia, con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento di innovazione tecnologica per le imprese del meridione. L’hub farà da punto di riferimento per tutte le aziende, in particolar modo le PMI, che vorranno colmare il gap tecnologico con la digitalizzazione.

Loredana Capone, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, ha dichiarato: “La nascita di un hub europeo in Puglia è un progetto strategico. Tutti insieme, lavoratori e lavoratrici, istituzioni e partenariato socio-economico dobbiamo affrontare i vantaggi e le criticità di questo processo, che deve affrontare anche il tema della formazione del personale”.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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