I possibili ostacoli alla trasformazione digitale

Nel corso della ricerca condotta da Avande sono stati coinvolti 800 responsabili IT di aziende provenienti da tutto il mondo.

Redazione MondoPMI
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Rinnovando ed adeguando alla trasformazione digitale i propri sistemi IT le imprese potranno avere un duplice beneficio: aumentare i ricavi del 14% e ridurre i costi operativi del 13%. Questo è quello che emerge da una ricerca condotta da Avande, società che si occupa di digitali innovativi, cloud, business solutions ed experience design, nel mese di febbraio 2017. Nel corso dell’indagine sono stati coinvolti 800 responsabili IT di provenienti da Stati Uniti, Canada, Germania, Gran Bretagna, Italia, Brasile, Australia e Giappone.

L’obiettivo della ricerca è stato quello di individuare i principali ostacoli e impedimenti alla trasformazione digitale delle imprese e le ragioni per cui questi si sono formati.

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I RISULTATI DELLA RICERCA

I principali risultati emersi dall’indagine:

  • il 65% degli intervistati ritiene che gli attuali sistemi IT non soddisfino le nuove esigenze delle imprese soprattutto per quanto riguarda della digitalizzazione dei processi;
  • il 93% dei partecipanti all’indagine concorda nel dover affrontare sia un’ottimizzazione dei processi in atto che un loro rinnovamento, adottando nei prossimi tre anni soluzioni di automazione;
  • l’87% dei responsabili IT è convinto che le soluzioni di tipo cloud siano indispensabili, anche attraverso l’utilizzo di provider esterni;
  • il 93% del campione sostiene che per valutare l’efficacia degli investimenti in IT sia necessario saper dividere i benefici in termini di ritorno sugli investimenti (ROI) derivanti dal business e i migliori risultati che provengono dal rinnovamento dell’infrastruttura IT. Sempre a tal riguardo, l’87% degli intervistati crede che i propri dirigenti responsabili non abbiano ancora sviluppato le competenze per capire i potenziali vantaggi di una modernizzazione in ambito IT;
  • per l’84% dei responsabili intervistati sarà necessario affidare il processo di trasformazione digitali a soggetti esterni che detengono le competenze per necessarie per l’adozione delle nuove tecnologie sul tema del software engeneering, e per l’81% sul tema della migrazione al cloud.

Ivan Loreti, Cloud and Infrastructure Services and Offerings Executive di Avanade, spiega come un approccio moderno alle tecnologie di software engineering e di automazione dei processi sia indispensabile per assecondare l’esigenza dei nuovi processi aziendali digitali, in modo tale da permettere alle organizzazioni di sfruttarne il potenziale ed ottenerne proficui ritorni. È un momento decisivo per i responsabili IT, che possono così contemporaneamente essere precursori nell’innovazione e ottimizzare i processi con successo.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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