100mila imprese straniere in più in 5 anni

Gli imprenditori di Marocco, Cina e Albania guidano la graduatoria.

Redazione MondoPMI
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Cresce anche nel 2015 nonostante gli influssi della crisi, il numero di imprese straniere presenti nel nostro tessuto economico.

Sono oltre 23mila le aziende individuali che nell’ultimo anno sono state avviate da imprenditori di nazionalità extra-UE, un dato che mostra la continua ascesa dell’intraprendenza che gli extracomunitari portano nel Paese. Il totale delle imprese aggiornato alla fine dell’anno passato, ha sfondato quota 350mila, quasi l’11% delle imprese individuali operanti nello stivale. La rilevazione di UnionCamere e InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle Imprese sottolinea come alla fine del 2010 la stessa graduatoria contasse su oltre 100mila imprese in meno, in netta controtendenza con le aperture a carico degli imprenditori di “casa nostra” che nel 2015 hanno segnato una leggera flessione del -0,1%.

Il settore che più interessa a queste nuove figure è l’artigianato: sono oltre 120mila, infatti, le aziende straniere che operano nel comparto, circa un terzo del totale fondate da immigrati, concentrate soprattutto nei settori economici dei servizi alle imprese (il 23% degli imprenditori è extra-UE), del commercio (16,4%) e delle costruzioni (15,2%).

Le regioni che ospitano la maggior parte di queste imprese sono collocate al centro-nord con ai vertici Toscana, Lombardia, Liguria e Lazio (in queste aree la percentuale di micro-imprese straniere supera il 15% sul totale delle imprese individuali), mentre la palma della capitale virtuale nel Paese va a Prato con ben il 40,9% delle imprese con passaporto Extra-UE, operanti per la maggior parte nel settore tessile.

Secondo la voce del Presidente di UnionCamere Ivan Lo Bello, aprire un’impresa nel nostro Paese significa spesso integrarsi nel nostro sistema economico e sociale. Il grande flusso di immigrazione di questi ultimi anni, prosegue Lo Bello, ci richiede politiche di accoglienza mirate, tra le quali, quelle a supporto all’avvio dell’attività imprenditoriale, dove le Camere di Commercio svolgeranno un ruolo fondamentale per l’integrazione e l’accoglienza degli imprenditori stranieri.

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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