Il 40% delle startup innovative nasce online

Report Unioncamere: in Lombardia e Veneto iscrizioni online più frequenti

Redazione MondoPMI
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Dal report elaborato da Unioncamere-Infocamere il trend delle iscrizioni online da parte delle startup innovative italiane si mantiene pressoché costante: secondo i dati raccolti nel terzo trimestre del 2017 si conferma infatti il dato medio relativo alle registrazioni di nuove aziende tramite firma digitale. La percentuale di startup nate attraverso la procedura online si attesta intorno al 40,7% e si mantiene costante nonostante i mesi tra luglio e settembre costituiscano il periodo dell’anno meno intenso per iscrizioni di nuove imprese. Delle 959 startup innovative digitali risulta che la maggioranza, ovvero 780, abbiano eseguito l’adempimento autonomamente, mentre le restanti, 179, abbiano richiesto la collaborazione del Conservatore del Registro Imprese. 

La nuova procedura online delle Camere di Commercio, in vigore dal 20 luglio 2016, prevede la possibilità di iscrivere startup innovative al Registro delle Imprese online attraverso una piattaforma. Inoltre, dal 22 giugno 2017, grazie al potenziamento del sistema, è possibile modificare telematicamente l’atto costitutivo o lo statuto. Grazie alla piattaforma, si riesce così ad evitare l’intervento di intermediari, garantendo ugualmente l’autenticità degli atti attraverso la firma elettronica.

Le regioni che hanno registrato una frequenza maggiore di startup innovative iscritte attraverso la procedura online sono Lombardia, Veneto e Lazio: nella prima è concentrato il 22,4% delle start up, nella seconda il 14,7% e nella terza l’11,7%. Un numero consistente di iscrizioni online anche in Emilia Romagna, Sicilia e Campania. In controtendenza invece il Piemonte, in cui la procedura di registrazione tramite la piattaforma sembra non aver ottenuto successo, nonostante l’alto tasso di nascita delle startup. È da evidenziare comunque che sebbene la concentrazione sia differente per ogni regione, in ognuna di esse, ad esclusione della Valle d’Aosta, è presente almeno una startup innovativa iscritta al Registro delle Imprese online.

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Il rapporto di Unioncamere permette di analizzare la situazione anche a livello provinciale, individuando nelle prime posizioni le seguenti città:

  • Milano, 124 startup;
  • Roma, 93 startup;
  • Padova, 39 startup;
  • Verona, 29 startup;
  • Treviso, 29 startup.

Da notare come, nonostante a primeggiare siano Milano e Roma, le città del distretto veneto raggiungono i livelli delle due metropoli. A Torino invece sono solamente sette le imprese create online, sebbene il capoluogo piemontese si posizioni al terzo posto per numero di startup innovative.

Per quanto riguarda l’entità del capitale sociale, invece, le startup innovative online sono così suddivise:

  • capitale sociale tra i 1.000 e i 5.000 euro, 33,9%;
  • capitale sociale tra i 5.000 e i 10.000 euro, 46,9%;
  • capitale sociale tra i 10.000 e i 50.000 euro, 16,8%;
  • capitale sociale oltre i 50.000 euro, 2,8%.

Infine, il settore a cui appartengono la maggior parte delle startup innovative create online è quello dei servizi: il 78% del totale infatti appartiene a questo comparto e svolge in particolare attività legate ai software e alla consulenza informatica. Presenti anche imprese nel manifatturiero e nell’artigianato, ma solamente il 18,1% del numero complessivo di neo imprese.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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