Ancora in calo le procedure fallimentari

Bene le costruzioni e l'industria a Nord-Ovest

Redazione MondoPMI
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Ottobre, Novembre e Dicembre 2016 confermano il trend del 2016: -14% di procedure fallimentari, 6% in meno rispetto al 2015.

costruzioni: -8,5%

Il numero dei fallimenti è in sensibile riduzione: sono state aperte 327 procedure, ben un terzo in meno se messe al confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente. Il calo è attribuibile alla forte riduzione dei concordati preventivi, al di sotto dei livelli del 2009 e grazie anche alle ottime performance delle industrie del Nord Ovest.

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Tra gennaio e settembre risultano in diminuzione i fallimenti trasversalmente tra tutte le tipologie di impresa con forma giuridica di società di persone e di capitale, e ampiamente diffuso in tutti i settori dell’economia. Se nelle costruzioni il cambiamento è più marcato (-8,5% rispetto al 2015), nelle industrie è più contenuto anche se comunque con segno positivo: -1,1% rispetto al 2015 (-13,3% analizzando anche l’anno precedente).

Da un punto di vista geografico, invece, la situazione appare frammentata: non vi è una regione in particolare che trascina le altre per calo di fallimenti, ma si registra omogeneamente lungo tutto lo stivale una situazione positiva ed equilibrata.

Liquidazioni in cifre

Sebbene tornino in aumento le liquidazioni, esse sono solo indice di aspettative meno positive da parte degli imprenditori. Quando le aziende considerano il flusso di profitti attesi non sufficienti a mantenere attiva l’impresa decidono di procedere con la liquidazione. Osservando la situazione dal punto di vista dei settori, anche in questo caso è quello delle costruzioni che detiene il primato con una situazione positiva, stabile con un +0,6%, mentre l’industria registra un calo del -4%.

Questa la sintesi che chiude questo 2016, dove da un lato aumentano le liquidazioni volontarie, mentre dall’altro si rafforza il calo delle procedure concorsuali, che fra Luglio e Settembre 2016 conferma il rafforzamento dei dati indice di una reale diminuzione delle impese fallite. Dato che si spera venga riconfermato già nel primo trimestre del nuovo anno.

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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