Aumentano le imprese italiane all’estero

+384 rispetto al 2013. Aumentano anche le imprese controllate estere in Italia.

Redazione MondoPMI
0
0
aumentano-le-imprese-italiane-all-estero

L’Istat ha reso noti i numeri relativi all’espansione all’estero delle multinazionali italiane nel 2014. Crescono i numeri delle nostre aziende all’estero, ma anche le imprese a controllo estero presenti nel nostro Paese.

I NUMERI

Nel 2014 si contano:

  • 22.388 controllate italiane all’estero (+384 rispetto al 2013);
  • 13.569 imprese a controllo estero in Italia (+404 rispetto al 2013).

banner-tianticipo

Le imprese a controllo estero presenti nel nostro Paese danno lavoro a circa 1,2 milioni di addetti incidendo così per il 7,6% del totale dell’occupazione italiana e generano fatturato per 524 miliardi di euro pari a circa il 17,8% del fatturato complessivo del nostro Paese. Le 22.388 controllate italiane all’estero generano invece lavoro per 1,6 milioni di addetti (pari al 10,4%) e circa 448 miliardi di fatturato (pari al 15,2%).
Dal punto di vista del numero di addetti, aumenta la presenza di multinazionali italiane in Brasile con circa 17 mila unità in più in un anno, seguito da Stati Uniti con un +14 mila unità e dalla Cina con +9 mila unità. Gli Stati Uniti rappresentano comunque il Paese principale in cui vengono geolocalizzati gli investimenti italiani all’estero (quasi 256 mila addetti totali).
Quali sono le motivazioni principali alla base di tale incremento?

  • Possibilità di accedere a nuovi mercati;
  • possibilità di sviluppare nuovi prodotti o aumentarne la qualità;
  • nuove competenze tecniche specializzate.

Ponendo a confronto le imprese italiane a controllo estero con quelle a controllo nazionale, emerge che le prime risultano essere più produttive rispetto alle seconde. Numeri alla mano si contano 69,3 mila euro di fatturato generato da ogni addetto per le controllate estere contro i 57,9 mila euro di profitto generato da ogni addetto delle imprese a controllo nazionale con un 34,2% di margine operativo lordo sul valore aggiunto delle prime rispetto al 30,6% delle seconde. A livello globale, sono i Paesi europei ad investire maggiormente nel nostro Paese in termini di addetti (59,2%) e di fatturato (54,6%) mentre gli Stati Uniti rappresentano il Paese singolo che investe il maggior numero di imprese (circa 2.213) e addetti in Italia (276 mila).

Image Credit: shutterstock

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Redazione MondoPMI

Redazione MondoPMI

MondoPMI è il blog dedicato a i principali temi di interesse per imprenditori e manager di piccole e medie imprese. Credito, innovazione e novità legislative sono i principali argomenti del nostro blog.

Ultimi post su Twitter

3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

tre × 4 =