Crescita del PIL nel 2017: nuove stime da Bankitalia.

Nelle stime della Banca d'Italia, migliora l'economia del Paese.

Redazione MondoPMI
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crescita del pil nel 2017

Ulteriore incremento delle stime da parte di BankItalia: la crescita del PIL nel 2017 è stimata al 1,4%. È quanto scrivono nel bollettino economico le autorità di Via Nazionale. Anche il prossimo triennio è valutato essere un triennio di crescita del PIL, pur se con percentuali inferiori a quelle attribuite al 2017; se le previsioni venissero rispettate, il livello del prodotto interno lordo a fine 2019 dovrebbe aver recuperato una parte importante delle perdite avute durante la crisi: assestandosi intorno ai livelli a cui si trovava nel 2011, il PIL italiano si porterebbe ad un 3% di distacco dai livelli pre-crisi, quelli delle ultime rilevazioni del 2007.

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Crescita del PIL nel 2017: le ragioni della revisione

Per la seconda volta quest’anno, BankItalia rivede le proprie stime sul PIL italiano. Le ragioni sono in parte dovute agli effetti delle nuove stime dell’Istituto Nazionale di Statistica, che a giugno davano 0,3 punti percentuali in più di crescita acquisita rispetto a quanto previsto; BankItalia ha dovuto rivedere i propri calcoli per tenere conto di questo dato, modificando le previsioni e portando nel mese scorso la stima di crescita del PIL dallo 0,9% di gennaio all’1,3 di inizio giugno. All’1,4% di questi giorni si arriva attraverso ulteriori fattori: la stima di crescita del PIL nel 2017 è stata spinta dall’incremento del valore aggiunto nel settore dei servizi, e dalla dinamica della domanda interna: sembra infatti che il ritmo con cui sono cresciuti consumi ed investimenti sia maggiore di quanto atteso.

In particolar modo, la crescita degli investimenti appare legata anche al clima creato attraverso il piano Industria 4.0, e uno dei suoi fondamenti deve essere nella politica espansiva della Banca Centrale Europea, se nel bollettino di via Nazionale si legge che le stime “presuppongono il permanere di condizioni monetarie e finanziarie espansive”. Il contenimento dei tassi nel breve termine contribuirebbe a mantenere sotto controllo sia il rendimento dei titoli di stato che lo spread con i titoli tedeschi.

Una propulsione arriva anche dalla produzione industriale: il punto percentuale di aumento registrato in questo comparto tra aprile e giugno pesa in modo determinante nella revisione proposta da BankItalia.

Crescita del PIL nel 2017: gli effetti a medio termine

 

La stima di BankItalia prevede che l’effetto positivo di questo incremento si riverberi anche sugli anni successivi: la crescita del PIL nel 2018 è stimata all’1,3 %, e quella nel 2019 all’1,2%. Per il triennio, il bollettino prevede anche un incremento moderato dell’inflazione, che si attesterebbe nel 2019 all’1,6%, per effetto soprattutto del relativo incremento delle retribuzioni: è infatti previsto, se i dati si dimostreranno veritieri, un recupero del valore dei salari

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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