Crescita delle esportazioni italiane: +8% nel primo semestre

Istat: incremento intenso e diffuso delle esportazioni

Redazione MondoPMI
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crescita delle esportazioni

Secondo l’ultimo rapporto nazionale dell’export elaborato dall’Istat, l’Italia ha registrato buoni risultati nel primo semestre del 2017. Da gennaio a giugno infatti il tasso medio di crescita delle esportazioni si attesta al +8%.

Dai dati pervenuti dallo studio, a fare da traino all’incremento nazionale delle esportazioni sono in particolare le aree insulari e le regioni nord occidentali e centrali d’Italia: l’incremento medio delle isole ammonta infatti a +36,2% e a detenere il primo posto compare la Sardegna, con un +47,5%. Questo dato mostra come anche queste regioni, meno industrializzate rispetto al Nord, stiano investendo per mantenere alta la competitività nel mercato e valorizzare i propri prodotti.

Dati positivi anche per le aree settentrionali e centrali dell’Italia, anche se l’incremento presenta valori minori: per le regioni nord occidentali la crescita delle esportazioni si attesta al +9,1% mentre per quelle centrali al +8,8%.

Nonostante l’export abbia subito comunque un incremento, per l’area del Nord-Est si registrano valori meno elevati, pari al +5,6%; situazione invece abbastanza stabile per il Sud Italia, in cui il tasso equivale al +0,5%.

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Dall’indagine dell’Istat, i prodotti esportati dalle aziende italiane vengono destinati sia a Paesi europei che extraeuropei: un alto tasso di crescita rispetto al 2016 dell’export verso la Cina, soprattutto da parte di imprese del Piemonte (+92%), e verso gli Stati Uniti, in particolare dalla Lombardia (+16%). Rispetto alle altre regioni italiane, sono queste due le regioni che registrano incrementi più significativi per quanto riguarda l’export al di fuori dell’Europa. Situazione meno positiva invece per il Molise, la Basilicata e il Friuli Venezia Giulia, le uniche tre regioni con un tasso di crescita delle esportazioni negativo nel primo semestre del 2017: rispettivamente i valori registrati sono del -39,8%, -10% e – 1%.

I settori in cui si è registrato un maggiore tasso di crescita delle esportazioni sono quelli dell’automotive, del petrolio e del farmaceutico. La vendita di automobili all’estero ha subito una crescita notevole, facendo attestare alla Regione Lazio un incremento del +226,9%; per quanto riguarda i prodotti petroliferi raffinati la Sicilia ha ottenuto un +43,9% e la Sardegna +49,7; infine, per gli articoli farmaceutici, chimicali e botanici ai primi posti in termini di esportazioni troviamo la Lombardia.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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