Crescita e innovazione, ecco cosa emerge dal Rapporto PMI

Il campione analizzato conta circa 111.000 imprese, circa il 10% del PIL italiano.

Redazione MondoPMI
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La seconda edizione del Rapporto PMI Centro-Nord, realizzato da Confindustria e Cerved ha preso in esame i bilanci, dinamiche demografiche, abitudini di pagamento e merito di credito delle piccole e medie imprese del Centro e Nord Italia. Il campione analizzato conta circa 111.000 imprese che compongono oltre il 10% del Pil italiano, con in fatturato pari a 727,5 miliardi di Euro e una forza lavoro di 3 milioni di addetti.

L’indagine conferma il trend positivo di crescita del fatturato registrato nel 2014 e nel 2015, pari al +3% nel Nord-Est e Nord-Ovest e +2% nel Centro Italia. Questo andamento si riflette anche nel miglioramento dei margini operativi lordi delle imprese analizzate. Soprattutto in Veneto e Piemonte l’indice di redditività del capitale proprio (il ROE, calcolato come rapporto tra reddito netto e patrimonio netto), è tra i più alti registrati nel campione e pari rispettivamente al 10,8% e 9,5%, mentre le performance meno positive si hanno in Umbria (6,0%), Valle d’Aosta (6,2%) e Lazio (6,4%).

Un altro segnale di ripresa è dato dalla riduzione dei fallimenti, che registra un -28,8% nel Nord-Est, una più alta capacità di saldare i debiti e una riduzione delle fatture inevase.

Per quanto riguarda le imprese che producono innovazione in Italia sono stati individuati 12.000 soggetti, di cui 9.000 hanno sede nel Centro-Nord Italia. Il sistema di Startup innovative produce un fatturato di 1,6 miliardi di Euro, realizzando investimenti per 250 milioni, mentre le PMI innovative impiegano oltre 108.000 addetti con un fatturato di 22 miliardi di Euro.

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LE PREVISIONI PER IL FUTURO

Dai dati emersi dalla ricerca, Confindustria ha formulato alcune previsioni sui futuri andamenti economici:

  • rafforzamento della ripresa economica, in particolare nel Nord-Est Italia dove i fatturati hanno subito un incremento di oltre il 5%;
  • incremento del ROE soprattutto nel Centro Italia;
  • aumento dei margini operativi lordi nel Nord-Ovest e nel Nord-Est.

Dal Rapporto 2017 emergono segnali positivi che confermano il Centro-Nord come traino dell’economia italiana, soprattutto grazie alla capacità di innovare. Le azioni da intraprendere per continuare a crescere comprendono certamente una politica di coesione capace di sfruttare con efficacia i fondi strutturali europei a favore delle imprese, favorire e diversificare l’accesso al credito e incentivare gli investimenti in innovazione e industria 4.0.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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