Dichiarazioni Ires e Irap 2014: trend positivi

Aumento dei redditi dichiarati dalle imprese ai fini Ires e riduzione delle società in fallimento.

Redazione MondoPMI
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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato le statistiche fiscali sulle dichiarazioni Irap e Ires presentate nel 2015 ovvero relative all’anno d’imposta 2014.

I RISULTATI

Il Dipartimento delle Finanze ha evidenziato diversi trend positivi nel 2014, in particolar modo:

  • Aumento delle dichiarazioni IRES;
  • +4,8% di reddito d’impresa totale dichiarato rispetto all’anno precedente, raggiungendo circa 155 miliardi di euro;
  • +3,9% di imponibile di reddito imponibile dichiarato dalle società di capitali per un importo di 122,4 miliardi di euro;
  • circa 280 mila società hanno usufruito della deduzione per la patrimonializzazione delle imprese arrivando a circa 7,7 miliardi di euro;
  • +13,5% di reddito per il settore manifatturiero che è passato da 37,3 miliardi di euro a 42,4 miliardi di euro;
  • +11,2% di reddito per il commercio che è passato da 18,2 miliardi di euro a 20,2 miliardi;

Il Mef sottolinea come dalle statistiche emerga un aumento dei redditi dichiarati dalle imprese ai fini Ires e una riduzione delle società in fallimento, liquidazione o definitivamente chiuse (9% contro il 9,2% del 2013). Analiticamente le società che maggiormente hanno accusato il colpo sono quelle appartenenti al settore manifatturiero, negozi e imprese edili.

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Nel periodo d’imposta 2011 è stata introdotta una novità volta ad incentivare le imprese a finanziarsi con capitale proprio anziché tramite il ricorso al debito: l’ACE, Aiuto alla Crescita Economica, ovvero la possibilità di dedurre dal reddito d’impresa il rendimento figurativo del capitale proprio al fine. Tale introduzione ha portato risultati positivi infatti, mentre dal 2011 al 2013 si è registrato un rendimento del 3%, nel 2014 tale valore è passato al 4%. In termini numerici 279.000 società hanno beneficiato dell’ACE (+7,6% rispetto al 2013) con un aumento del capitale proprio di 12 miliardi, pari al +80%. Le aziende sono passate così da una deduzione di 1,4 miliardi nel 2011 a un valore 5 volte superiore nel 2014 pari a 7,7 miliardi di euro.

Diminuiscono invece le dichiarazioni Irap, -2% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un dato che deriva principalmente dalla scelta delle persone fisiche di usufruire del regime fiscale di vantaggio che prevede l’esonero dall’IRAP e la riduzione delle dichiarazioni presentate dalle persone.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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