E’ boom di voucher lavoro

Donne e regioni del nord i più interessati a questo strumento.

Redazione MondoPMI
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Il rapporto INPS sulle prestazioni del lavoro accessorio ha rilevato una forte crescita dell’utilizzo dei voucher lavoro, che ha segnato un aumento del 45,6% rispetto al 2015.

I voucher lavoro, sono gli strumenti retributivi nati per gestire le attività lavorative accessorie di natura occasionale e per importi non elevati.

La crescita è stata costante nel tempo: si è passati dai 24.437 individui retribuiti del 2008 al 1.392.906 dell’anno scorso. Sono le donne ad usufruire maggiormente di questo strumento: le “quote rosa”, infatti rappresentano il 52% del totale.

Un dato inaspettato riguarda la categoria di lavoratori percettori di voucher lavoro: nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti già alle dipendenze di un datore di lavoro che cercano un reddito alternativo per arrotondare lo stipendio, seguiti al secondo posto dai disoccupati.

Il report INPS mostra anche un aumento del numero di “nuovi lavoratori”, ovvero chi ha ricevuto i voucher per la prima volta. Dalle 433mila unità del 2013 si è passati ai 669mila del 2014 fino al superamento  delle 800mila unità dell’anno scorso.

Gli Under 25 rappresentano il 31% del totale, dato che indica una sovra-rappresentazione rispetto alla struttura occupazionale italiana.

Nel 2015 i settori in cui l’utilizzo è stato più significativo sono stati il commercio (14,9% del totale), il turismo (14,4%) e i servizi (11,4%). L’importo lordo riscosso mediamente da ciascun lavoratore nel corso di un anno ha raggiunto il valore massimo nel 2011 con 677,12 euro, mentre nel 2015 è stato di 633 euro, in lieve aumento rispetto ai 628,47 del 2014.

In crescita anche il numero di voucher lavoro comprati dai committenti. Ogni anno risulta maggiore il numero di quelli acquistati rispetto a quelli effettivamente riscossi dai prestatori, questo perché molti non vengono utilizzati. Il tasso annuo di crescita è stato del 69,5% nel 2014 e del 66,1% nel 2015.

A livello territoriale le regioni in cui sono stati più utilizzati nel 2015 e nei due anni precedenti sono stati la Lombardia (20.939.735), il Veneto (15.161.299) e l’Emilia-Romagna (14.322.944). La Regione, invece, che ha fatto registrare il trend maggiore di aumento nel 2015 è stata la Sicilia (+98.6%), mentre nel 2014 al primo posto si trovava la Puglia (+124,2%).

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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