Entrate tributarie in crescita nei primi 5 mesi del 2017

L'incremento è in parte dovuto alla nuova modalità di pagamento del canone tv.

Redazione MondoPMI
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Il Dipartimento delle Finanze ha reso disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio-maggio 2017. Nel periodo considerato le entrate tributarie erariali sono state pari a 159.423 milioni di Euro, secondo la competenza giuridica delle imposte, e registrano un incremento di 2.953 milioni di Euro (+1,9%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale incremento è in parte spiegato dall’introduzione della nuova modalità di pagamento del canone tv nella bolletta dell’energia elettrica, in relazione al versamento dell’imposta avvenuto nel mese di gennaio 2017 e per un importo pari a 642 milioni di Euro.

I dati nel dettaglio

Le imposte dirette sono state pari a 80.704 milioni di Euro e registrano una crescita di 1.135 milioni (+1,4%) rispetto allo stesso periodo del 2016, principalmente a causa delle maggiori ritenute da lavoro dipendente e da pensione.

Questo incremento è stato parzialmente compensato dall’applicazione delle disposizioni della Legge di Bilancio 2017, che aveva alleggerito il carico tributario introducendo un incremento delle detrazioni per i pensionati fino ai 75 anni e minore tassazione per i premi di produttività.

Per quanto riguarda l’imposta IRES, questa ha registrato un incremento di 211 milioni di Euro (+16,3%).

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Hanno invece subito una riduzione le imposte sostitutive sui redditi da capitale e plusvalenze, che diminuiscono di 161 milioni di Euro (-24,6%).

Infine la contribuzione volontaria ha contribuito alla formazione delle imposte dirette per un importo pari al 405 milioni di Euro, 348 milioni di Euro in meno rispetto a quanto registrato nel 2016.

Le imposte indirette sono state pari a 78.719 milioni di Euro, in aumento di 1.818 milioni di Euro (+2,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’imposta sul valore aggiunto, pari a 46.761 milioni di Euro, ha subito una crescita di 1.912 milioni di Euro (+4,3%) e nel dettaglio:

  • +2,2% IVA sugli scambi interni;
  • +22,2% IVA sulle importazioni.

Infine le entrate dovute alle accise sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi, pari a 9.210 milioni di Euro, hanno registrato una lieve flessione (-0,8%) rispetto ai primi 5 mesi del 2016, mentre l’accisa sul gas naturale si è attestata a 1.452 milioni di Euro, con una riduzione del 2,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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