Export: ecco i Paesi emergenti su cui puntare!

Dalla Cina all'Indonesia, l'elenco dei Paesi in cui esportare il Made in Italy

Redazione MondoPMI
0
0
export global retail index

Che quella della Cina sia un’economia particolarmente vivace e, per questo, attraente per le nostre aziende non è certo un mistero, ma ora a confermarlo è anche la ricerca Global Retail Development Index (GRDI), intitolata “Global Retail Expansion at a Crossroads”, realizzata da A.T. Kearney.

Secondo lo studio, infatti, la Cina è uno dei mercati più dinamici al mondo sotto il profilo della grande distribuzione ed è per questo che si colloca al primo postola nella classifica 2016 delle prime 30 destinazioni di investimento al mondo per la grande distribuzione verso i Paesi emergenti.

Lo studio viene realizzato ogni anno da 15 edizioni e prende in esame 25 variabili, tra macroeconomiche e specifiche del settore, con cui gli operatori della grande distribuzione possono identificare le strategie e i trend globali con cui individuare le migliori opportunità di investimento nei mercati emergenti, sia per quanto riguarda i mercati più attraenti oggi, sia quelli con maggior potenziale nel futuro. I dati della ricerca, infatti, possono rivelarsi molto utili anche alle imprese italiane che esportano in tutto il mondo le eccellenze del Made in Italy.

È l’Asia, quindi, a dominare la classifica, con quattro delle prime 5 destinazioni dell’indice: oltre al primo posto della Cina, può contare sul secondo posto dell’India, sul terzo della Malesia e sul quinto dell’Indonesia. Al quarto posto, invece, si colloca il mercato del Kazakistan.

La vastità della popolazione e l’alto tasso di crescita, infatti, hanno dato vita ad una combinazione vincente che ha permesso al continente di guadagnare i primi posti nella classifica. A questi fattori va aggiunto anche il lancio ufficiale della ASEAN Economic Community (AEC), che ha creato un mercato da 2,6 trilioni di dollari e che aggrega una popolazione di oltre 622 milioni di persone.

Anche l’e-commerce è un canale in continua crescita in Asia: nel 2015 il suo valore è stato il 35,7% del totale, per un complessivo di 878 miliardi di dollari, inoltre l’Asia oggi detiene la maggioranza delle quote delle vendite online globali, con il 52,5%.

Per le aziende del settore lusso e per quelle che vendono in maniera diretta puntando sulla qualità riconosciuta del Made in Italy a a livello globale nel mercato consumer, quindi, il Global Retail Development Index si rivela un importante punto di partenza per individuare le scelte strategiche che faranno la differenza nel futuro. Le imprese italiane sono avvisate!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Redazione MondoPMI

Redazione MondoPMI

MondoPMI è il blog dedicato a i principali temi di interesse per imprenditori e manager di piccole e medie imprese. Credito, innovazione e novità legislative sono i principali argomenti del nostro blog.

Ultimi post su Twitter

3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

cinque × tre =