Export: grandi opportunità per le PMI in Canada

Accordo in vista per lo stop ai dazi doganali.

Redazione MondoPMI
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È in fase di discussione proprio in questi giorni un accordo che potrebbe rendere ancora più semplice per le PMI italiane l’esportazione di merci verso il Canada. Il Ceta, Comprehensive economic and trade agreement, infatti, punta ad aprire importantissimi sbocchi commerciali per tutto il mercato UE, non solo per quello di casa nostra.

Un paese “amico”

A livello nazionale, il Canada è già un Paese rilevante per quanto riguarda il nostro export. Nel 2015, infatti, l’Italia ha esportato in quel mercato prodotti per un valore di 1,1 miliardi di euro relativi a settori in cui sono le PMI ad avere un ruolo predominante. Una nota di Confartigianato infatti, quantifica queste esportazioni al 30,4% dei 3,6 miliardi del nostro export manifatturiero verso il Canada. Tra il 2014 e il 2015, inoltre, l’export italiano di prodotti di micro e piccole imprese verso il Canada ha avuto una crescita piuttosto consistente, quantificata nell’11,9%.

Stop alle spese di dogana

L’approvazione del Ceta comporterebbe la cancellazione del 99% dei dazi doganali attualmente esistenti e molte barriere non tariffarie tra l’Unione Europea e il Canada. Non è difficile immaginare, quindi, quali potrebbero essere i benefici per le PMI italiane derivanti dall’entrata in vigore dell’accordo.

La rimozione quasi totale delle barriere in ingresso sarebbe un grandissimo punto in favore delle nostre imprese, perché creerebbe nuove occasioni di commercio soprattutto per le aziende con maggiore vocazione all’export, ed allo stesso tempo potrebbe rendere molto più semplice la tutela dei marchi italiani DOP, che spesso sui mercati esteri sono costretti a fare i conti anche con le contraffazioni. L’azzeramento dei dazi sui prodotti industriali previsto dal Ceta, inoltre consentirebbe agli esportatori europei un risparmio di circa 470 milioni di euro l’anno.

In vista dell’approvazione dell’accordo, comunque, è importante che l’intero sistema economico italiano si prepari per fare in modo che le grandissime potenzialità del trattato in opportunità possano davvero essere trasformate in azioni concrete per le nostre imprese, attraverso attività di informazione, assistenza e formazione alle aziende che intendono intensificare le proprie esportazioni verso il Canada o iniziare a commerciare con questo importante mercato di sbocco.

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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