Factoring: aumenta la cessione del credito nelle imprese

Trend positivo del turnover: +13% rispetto al 2016

Redazione MondoPMI
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cessione del credito

È in continua evoluzione il mercato del factoring, lo strumento che prevede la cessione del credito di un’impresa a soggetti professionali, in cambio di servizi, garanzie, prestiti ed altre attività annesse. Per le società, infatti, il factoring, non si limita più ad essere uno strumento finanziario alternativo al credito bancario: il suo utilizzo va ben oltre, divenendo una vera e propria scelta strategica di business delle aziende, volta a gestire il capitale circolante per accelerare la crescita economica. L’imprenditore trova in questo modo vantaggioso utilizzare il factoring per lo sviluppo della propria azienda: da un lato per la possibilità di ricevere finanziamenti a condizioni più convenienti e dall’altro per la ridotta rischiosità rispetto ad altre forme di cessione del credito. Mentre infatti attraverso la forma pro solvendo il soggetto che cede il credito rimane coinvolto in caso di mancato incasso da parte del factor, nella forma del pro soluto il rischio dell’insolvenza del debitore viene trasferito in capo alla società di factoring. Per ulteriori informazioni puoi leggere qui.

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A dimostrazione del fatto che questo sistema trova approvazione negli imprenditori, da gennaio ad agosto del 2017, si è registrato un incremento del +13% di crediti ceduti, arrivando a superare i 136,3 miliardi di euro di turnover: di questi, 77,5 miliardi sono stati acquistati dai factor attraverso la forma del pro soluto, mentre 39,6 miliardi attraverso quella del pro solvendo. I restanti 19,2 miliardi di euro sono invece stati ceduti attraverso altre forme emergenti.
Per la fine del 2017 Assitact, l’associazione che raggruppa gli operatori di factoring, si aspetta di superare del +9,2% la quota di turnover raggiunta alla fine dello scorso anno, pari a poco più di 200 miliardi di euro. Anche per quanto riguarda gli anticipi e i corrispettivi erogati si è registrato un sostanziale aumento: al 31 agosto 2017 infatti si è contato un incremento del +6,74% rispetto all’anno precedente.
A livello territoriale, infine, la regione che ha dimostrato un maggior consenso nell’utilizzo del factoring è stata la Lombardia: il 28,3% delle imprese presenti nel territorio ha infatti dichiarato di aver usufruito di questo sistema di cessione del credito. A seguire troviamo il Lazio (26,5%), il Piemonte (12,2%), l’Emilia Romagna (6,0%) e il Veneto (5,9%).

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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