FMI rivede le stime del PIL al rialzo

Si passa al +1,1% per il 2016, ma i livelli pre-crisi sono lontani.

Redazione MondoPMI
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Il Fondo monetario internazionale guarda al 2016 dell’economia italiana con fiducia, ritoccando le stime di crescita del Prodotto Interno Lordo.

Le previsioni parlano di un aumento del +0,1% rispetto alle precedenti rilevazioni, passando dal +1% al +1,1%. Il cambiamento non è dei più sostanziali però i segnali lanciati dal Fondo sono almeno in parte incoraggianti.

Nel biennio 2017-2018 il PIL dovrebbe crescere ulteriormente fino al +1,25%, ma il ritorno ai livelli economici del 2007 sembra essere lontano ancora qualche anno. Nel nostro Paese si soffrono ancora la fragilità finanziaria e i bilanci delle aziende ancora traballanti, anche se gli sforzi fatti dal Governo in fatto di riforme sembrano essere stati ben visti dall’FMI.

L’attenzione deve rimanere comunque alta: il rischio di rilassamento fiscale, deve essere scongiurato. Si auspica inoltre, un programma di privatizzazioni per arginare la continua crescita del debito pubblico. Per questo motivo l’Europa ha concesso all’Italia una flessibilità per il deficit dello 0,85%, per permettere alle istituzioni di agire con fermezza sulle riforme strutturali che dovranno essere attuate dall’esecutivo.

Anche per quanto riguarda la riforma del lavoro e del tanto discusso Jobs Act, l’FMI ha appuntato all’Italia dei correttivi da prendere. Si parla di riforma della contrattazione collettiva per migliorare competitività e allineare i salari alla produttività. Anche la pressione fiscale deve essere ridotta, anche attraverso “difficili scelte politiche” e, soprattutto, non andando a toccare la sostenibilità del sistema pensionistico

L’ultima riflessione posta dal Fondo Monetario Internazionale riguarda il sistema bancario: i crediti deteriorati sembrano in via di stabilizzazione ma i bilanci delle banche sono messi a dura prova dall’alto livello degli Npl e l’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari.

Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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