Il Piano Industria 4.0 rilancia i robot

Crescono le macchine utensili, addirittura al +8% nel 2017.

Redazione MondoPMI
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Nel 2016 nel nostro Paese è cresciuto il consumo nazionale di macchine utensili e le prospettive per il nuovo anno prevedono addirittura un balzo dell’oltre 8%. In questo periodo, inoltre, entrerà in vigore il piano Industria 4.0 del Governo, il quale permetterà di affiancare agli incentivi già in essere (Sabatini-bis e superammortamento) un iperammortamento del 250% per i prodotti hi-tech legati allo smart manufacturing.

Massimo Carboniero, presidente di Ucimu-Sistemi per produrre, ha dichiarato che: «Da anni non avevamo in Italia provvedimenti così importanti per le macchine utensili. Sono fiducioso, il messaggio che arriva dal Governo è chiaro: si spostano gli aiuti dalla domanda all’offerta con l’obiettivo di migliorare la competitività del sistema. Abbracciando la visione di un’Italia che deve competere nelle fasce più alte del mercato, dunque investire in tecnologia».

Tali misure forniranno nuova linfa vitale ad un settore fondamentale per il made in Italy: circa 8 miliardi di valore in termini di PIL realizzati da 400 imprese e oltre 30mila addetti; numeri che assicurano il Belpaese saldamente in vetta delle classifiche mondiali sia nella produzione – 4° posto – sia nell’export – 3° posto.

La ripresa della domanda italiana porterà entro fine anno le consegne dei costruttori nazionali a sfiorare i 2 miliardi di euro, trascinando la produzione globale a 5,5 miliardi. Tale ripresa giunge nel momento più favorevole, proprio in occasione del deciso rallentamento dei Bric’s, la cui quota di importazioni globali di macchine utensili è precipitata di 10 punti in 4 anni attestandosi al 25,4%. Il trend è affine a quello sperimentato dall’industria italiana, che tuttavia nel medesimo periodo, per merito dei progressi conseguiti parallelamente in altre aree, ha visto crescere i volumi globali di export.

Carboniero conclude: «Siamo stati in grado di guardare altrove e questo testimonia la vitalità e la capacità del nostro comparto, che grazie all’elevata personalizzazione del proprio output è in grado di mantenere elevata la propria competitività: questo settore rappresenta l’avamposto tecnologico del made in Italy».

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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