Imprese: saldo positivo tra aprile e giugno anche grazie al Sud

38 mila nuove imprese nel secondo trimestre 2016, oltre 14 mila al Sud.

Redazione MondoPMI
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La vitalità delle imprese italiane parte dal Sud: a confermarlo sono i dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre del 2016 diffusi da Unioncamere – InfoCamere. Tra aprile e giugno, infatti, il Registro delle imprese delle Camere di Commercio ha fatto segnare un incremento di oltre 38mila unità, di cui circa 14.500 localizzate nel Mezzogiorno. Alla fine di giugno, infatti, al Registro delle imprese erano iscritte 6.070.045 aziende, delle quali 2.006.106 con sede nella circoscrizione Sud e Isole.

I numeri risultano molto interessanti anche rapportati al lungo termine: la quota del saldo nazionale delle aziende del Sud è passata dal 29% del 2008 al 38,1% del secondo trimestre 2016, un risultato che evidenzia la crescente partecipazione dell’imprenditoria del Mezzogiorno al saldo nazionale negli ultimi anni.

Il Sud si dimostra più dinamico del resto del Paese anche a livello percentuale, considerato che il tasso di crescita complessivo delle regioni del Mezzogiorno fa registrare una crescita del +0,73%, in aumento rispetto ai dati registrati negli ultimi due anni, mentre la media nazionale si ferma allo 0,63%.

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A livello territoriale, comunque, tutte le regioni hanno chiuso il trimestre con saldi positivi tra aperture e chiusure: al primo posto si colloca la Lombardia con 5.759 imprese, seguita dal Lazio con 5.016 unità e dalla Campania con 3.884. In termini percentuali, invece, la regione con i dati migliori si rivela il Molise, con una crescita della base imprenditoriale del +1,09%, seguita dalla Basilicata con un +1,06 e dalla Puglia con +0,82%.

Per quanto riguarda i settori, poi, quello che ha fatto registrare i dati migliori è il commercio, con +8.924 imprese da aprile a giugno, seguito dai servizi di alloggio e ristorazione con +6.052 attività e dall’agricoltura con +5.007. Al di fuori del podio, poi, si piazzano le costruzioni con +3.055 aziende e i servizi alle imprese, con un saldo positivo di 3.008 unità. A livello percentuale, invece, la crescita più consistente riguarda i servizi alle imprese, con il +1,63%, seguiti dalle attività artistiche, sportive e di intrattenimento, con una crescita dell’1,46%, la sanità e assistenza sociale con +1,43%, i servizi di alloggio e ristorazione con un aumento del +1,42% e le attività professionali, scientifiche e tecniche con un +1,17%.

I dati completi dell’analisi sono disponibili sul sito di Infocamere.

Photocredits Shutterstock.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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