Istat: la ripresa economica c’è

Restano incertezze in molti settori, ma gli indici mandano buoni segnali.

Redazione MondoPMI
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L’Istat vede la luce in fondo al tunnel della ripresa economica, merito della ripresa del settore manifatturiero e il miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie e al crescita degli investimenti.

Il clima è positivo ma rimangono molte incertezze

Nella nota mensile pubblicata ieri dall’Istituto di Ricerca, appare evidente il clima di fiducia attorno all’economia Made in Italy nonostante in tutta l’area Euro il progresso dell’attività economica prosegua su ritmi moderati e ancor peggio si dimostri la situazione oltreoceano, dove gli Stati Uniti mostrano segnali di rallentamento importanti.

Cala la fiducia dei consumatori, legata al peggioramento del clima economico e il clima futuro, anche se attenuato in parte dal miglioramento del clima personale e corrente. La fiducia delle imprese è invece ritornata positiva in tutti i principali comparti ad eccezione del commercio al dettaglio.

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Il manifatturiero fa ben sperare

Una delle note più positive che si possono ricavare dal bollettino Istat è la ripresa del manifatturiero. Dati di novembre alla mano si nota come la produzione industriale al netto delle costruzioni sia cresciuta dello 0,7% mentre nel trimestre settembre-novembre il rialzo sfiora l’1%. Tutti i comparti dell’industria hanno contribuito positivamente al risultato (in primis l’energia che cresce del +7,5%) mentre i beni di consumo durevoli e i beni strumentali hanno segnato una diminuzione (rispettivamente -1,0% e -0,6%).

Il rallentamento dei mercati esteri coincide con un calo degli ordinativi che hanno segnato una contrazione media del 2,3% con la componente estera che la fa da padrone al -5%. Al contempo sono aumentati gli scambi con i Paesi esteri: le esportazioni sono aumentate del +2,2% rispetto al mese precedente e anche le merci in entrata, seppur in tono minore, aumentano (+1,7%) nonostante la flessione degli acquisti di beni di consumo durevoli (-3,1%).

A dicembre è proseguita l’intensificazione dei flussi commerciali con i paesi extra-Ue, con una dinamica più sostenuta delle importazioni (+6,5%) rispetto alle esportazioni (+2,5%). Quello delle costruzioni è il settore che fa registrare le migliori performance riferite al mese di novembre con un aumento del 2% rispetto al mese di ottobre, anche se nella media del trimestre settembre-novembre, l’indice ha registrato una pesante flessione congiunturale (-1,8%). 

L’indicatore anticipatore segnala un ulteriore miglioramento dell’attività economia per i prossimi mesi.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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