Le necessità delle PMI discusse dal Premier Gentiloni

Fiscalità, accesso al credito, lavoro e politiche ambientali ed energetiche i principali temi trattati.

Redazione MondoPMI
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Si è svolto ieri l’incontro tra Rete Imprese Italia e il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, sul tema della ripresa economica e della crescita per le PMI italiane. Nella delegazione di Rete Imprese Italia erano presenti il Presidente Giorgio Merletti, Presidente di Casartigiani Giacomo Basso, il Presidente di Cna Daniele Vaccarino, il Presidente di Confesercenti Massimo Vivoli, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli e il Direttore Generale di Confcommercio Francesco Rivolta.

Le priorità riguardanti le azioni di politica economica da intraprendere individuate da Merletti spaziano sui temi della fiscalità, dell’accesso al credito, del lavoro, delle politiche ambientali ed energetiche, le quali sono di fondamentale interesse per le oltre 2 milioni di micro, piccole e medie imprese italiane.

I PRINCIPALI TEMI TRATTATI

Un primo tema trattato è stato relativo alla necessità di un intervento dell’Esecutivo sulla regolamentazione dell’attività di lobbying, al fine di evitare che le Confederazioni, che riunisco gli interessi di migliaia di soggetti, e i curatori degli interessi delle singole imprese siano messi sullo stesso piano.

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Per quanto riguarda la fiscalità, per un ritorno alla crescita è necessario che qusta sia utilizzata come leva di sviluppo, applicando il nuovo regime di cassa per 2 milioni di imprese in contabilità semplificata, il nuovo regime Iri e la variazione degli studi di settore in indici sintetici e di affidabilità.

Per quanto concerne l’accesso al credito, che ha subito una notevole contrazione nel corso degli ultimi 5 anni, è stata sollecitata nel corso dei nei prossimi sei mesi l’attuazione della riforma del Fondo Centrale di Garanzia e della legge delega di riforma di Confidi. Inoltre Merletti ha riportato la proposta di compensazione tra crediti e debiti verso la Pubblica Amministrazione, con lo scopo di ridurre il fabbisogno finanziario delle piccole imprese.

Anche l’occupazione giovanile è stata uno dei punti discussi nel corso dell’incontro ed è di vitale importanza per le piccole e medie imprese a che offrono la maggior parte dei posti di lavoro nel settore privato. Merletti ha proposto di incentivare l’apprendistato con lo sgravio dei contributi nei primi 3 anni di contratto per gli apprenditi assunti nelle piccole imprese. Sulla tematica della cancellazione dei voucher Rete Imprese Italia non si è detta favorevole e si auspica l’introduzione di altre forme snelle di chiamata per i piccoli lavori, con norme semplici e certe come lo sono state quelle sul lavoro a tempo determinato.

Infine l’abolizione del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti istituto nel 2009 e mai entrato a regime, e il riequilibrio degli oneri generali del sistema elettrico, il quale deve essere spostato dalla piccole imprese ai grandi consumatori di elettricità, sono state le tematiche discusse nell’ambito delle politiche ambientali ed energetiche.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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