Legge di stabilità 2016: ecco le principali novità

Taglio dell'IRES al 2017 e abolizione della TASI le tematiche principali.

Alberto Liviero
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Negli ultimi giorni del 2015 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la Legge di stabilità 2016, presentandosi ad un pubblico di imprese e cittadini con un unico articolo suddiviso in ben 999 commi, spaziando dall’atteso taglio IRES all’altrettanto attesa abolizione della TASI (limitatamente ad alcuni casi).

Il ventaglio di argomenti è più ampio che mai, tanto da rendere impossibile riportare tutte le novità che entreranno in vigore con il nuovo anno. Di seguito una sintesi del testo normativo, concentrata in 10 punti:

  1. in tema di circolazione del contante, dal 2016, il limite si innalzerà a 3.000 euro, ma non se a pagare è una Pubblica Amministrazione: in questo caso, il limite rimarrà fermo a 1.000 euro; inoltre sarà obbligatorio accettare pagamenti con POS anche per micro-spese sopra i 5 euro. La soglia minima precedente era di 30 Euro;
  2. ammortamento del 140% per beni materiali strumentali nuovi acquistati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016;
  3. possibilità di rivalutare i beni d’impresa;
  4. taglio IRES rinviato al 2017. Per il 2016 l’aliquota IRES rimarrà al 27,5% per poi scendere al 24% a partire dal 1° gennaio 2017;
  5. modifiche al regime agevolato forfettario tra cui la riduzione dal 15% al 5% dell’imposta sostitutiva per le start-up;
  6. posticipato l’aumento dell’IVA. Dal 2017 l’aliquota ordinaria aumenterà dal 22% al 24% e quella ridotta dal 10% al 13%. Dal 2018 invece aumenterà nuovamente l’iva ordinaria di un punto percentuale, toccando quota 25%.
  7. eliminazione della TASI per gli immobili adibiti ad abitazione principale (e relative pertinenze), sempre se trattasi di categorie catastali non di lusso;
  8. introduzione della detrazione Irpef pari al 50% dell’Iva pagata per l’acquisto di abitazioni di nuova costruzione;
  9. proroga della detrazione al 65% fino alla fine del 2016 per gli interventi di risparmio energetico;
  10. il canone Rai diventa una voce di spesa della bolletta elettrica e si pagherà a rate (precisamente 10), con una riduzione progressiva del suo importo annuo. Per il 2016 l’ammontare del canone sarà pari a euro 100, mentre per il 2017 l’ammontare del canone sarà pari a 95 euro;

Infine, per i medici che esercitano la libera professione, dopo anni di infiniti dibattiti, la Legge di Stabilità definisce il concetto di autonoma organizzazione ai fini IRAP. Lo stesso non vale per i medici che esercitano la professione all’interno di strutture ospedaliere sulla base di convenzioni se più del 75% del reddito è riconducibile all’attività svolta in tali strutture.

Image Credit: Shutterstock

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Alberto Liviero

Dottore Commercialista, iscritto all’ODCEC di Rovigo. Formazione di stampo giuridico-economica, con un occhio di riguardo all'innovazione ed alle nuove tecnologie.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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