Piano Junker: accordo per l’accesso al credito delle Pmi

Cdp e Fei attivano una piattaforma di investimento per oltre 6 miliardi euro.

Redazione MondoPMI
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Buone notizie per le Pmi: è stato firmato l’accordo che agevola l’accesso al credito per tutte le imprese di piccole e medie dimensioni presenti nel territorio nazionale.

IL PIANO JUNKER

E’ stato ufficialmente siglato l’accordo di garanzia in favore delle piccole e medie imprese nell’ambito dell’Investment Plan for Europe (il cosiddetto Piano Juncker) tra la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) alla presenza del ministro dell’economia e le finanze Gian Carlo Padoan. Oltre a quest’ultimo, i protagonisti di tale firma sono Jyrki Katainen, Vice Presidente della Commissione Europea, Fabio Gallia, Amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti e Dario Scannapieco, Presidente del Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI).

A seguito di tale accordo, viene attivata la “Efsi Thematic Investment Platform for Italian SMEs“, piattaforma di investimento che permetterà alle piccole e medie imprese nazionali di sviluppare investimenti per un importo pari circa a 6 miliardi di euro. Questo sarà reso possibile grazie all’implementazione di un sistema di garanzie e iniziative di risk-sharing che permetterà così all’Italia di essere la prima nazione in Europa promossa dall’unione tra un Istituto Nazionale di Promozione (Cassa Depositi e Prestiti) e un’istituzione europea, il gruppo Bei.

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Le risorse messe a disposizione nell’ambito del Piano Junker grazie al Cosme, offriranno contro-garanzie alle istituzioni finanziarie che decidono di supportare le Pmi nell’accesso al credito e permettergli di implementare nuovi investimenti. Vengono dunque stanziati circa 225 milioni per tale operazione e il primo soggetto che ne beneficerà sarà proprio il Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi. Quest’ultimo, acquistando la contro-garanzia di Cdp e Fei per un importo massimo di 3 miliardi di euro, amplierà la possibilità di supportare le piccole e medie imprese nazionali nell’accesso al credito.

“Gli investimenti sono la principale leva di cui disponiamo per favorire la crescita economica e creare occupazione. Rappresentano il modo migliore per portare i finanziamenti al tessuto produttivo diffuso delle piccole e medie imprese italiane” è quanto ha dichiarato Gian Carlo Padoan a seguito dell’accordo.

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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