PMI Lombardia: investimenti in internazionalizzazione

Imprese lombarde favorevoli all’espansione nei mercati esteri

Redazione MondoPMI
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investimenti in internazionalizzazione

Nell’attuale contesto economico italiano, investimenti in internazionalizzazione possono rappresentare un trampolino di lancio per le imprese che operano nel mercato; allo stesso tempo tuttavia costituiscono un rischio non trascurabile per il capitale dell’azienda. Per questo motivo, molte imprese decidono di investire solo se appoggiate e incentivate attraverso finanziamenti o contributi promossi dalle varie istituzioni.

Secondo una ricerca effettuata da SDA Bocconi e Confindustria Lombarda, per molte realtà della Lombardia non è così: le risposte delle aziende intervistate infatti evidenziano come molte tra queste abbiano intrapreso autonomamente un percorso di internazionalizzazione. Da ammirare quindi la proattività che hanno dimostrato, non affidandosi necessariamente ad interventi dello Stato per compiere il grande passo e svilupparsi anche all’estero.

La ricerca è stata effettuata per approfondire la conoscenza del processo di internazionalizzazione, in particolare nella fase di entrata nel mercato estero: le domande sono state formulate in modo tale da mettere in evidenza quali siano quindi i giusti passi da compiere per assicurarsi una costante crescita anche al di fuori del mercato italiano. L’indagine vuole essere un’esortazione alle imprese intenzionate ad effettuare investimenti in internazionalizzazione, ma frenate dalle paure di non riuscire a svilupparsi e ottenere profitti.

La ricerca è stata rivolta ad un campione di 1.353 imprese, di cui 1.170 operanti nel settore industriale: tra queste ultime, 1.095 sono PMI, mentre solo 75 sono grandi imprese. Inoltre, aziende sulle quali si è rivolta una particolare attenzione sono le “Born Global”, i cui ricavi fin dalla fondazione provengono almeno nella quota del 25% dall’export.

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Le interviste si sono principalmente incentrate su determinati punti:

  • Politiche di ingresso nel mercato internazionale
  • Politiche di presenza nel mercato internazionale
  • Paesi sui quali è conveniente investire
  • Soluzioni organizzative adottate

Dai risultati della ricerca tra le aziende che hanno effettuato investimenti in internazionalizzazione emerge una quota rilevante dei ricavi prodotti all’estero: le PMI infatti dichiarano che il fatturato estero rappresenta il 37,9% del fatturato totale, mentre per le grandi aziende sale al 53,7%.

Gli imprenditori intervistati hanno dichiarato che le modalità di ingresso nel mercato estero si riducono principalmente al franchising o alla stipula di contratti commerciali con clienti residenti nei Paesi esteri. Il 13,4% delle PMI ha tuttavia attestato la propria presenza all’estero attraverso investimenti diretti.

Le differenze tra piccole e grandi imprese si notano prevalentemente nelle politiche di presenza nel mercato: le più piccole infatti tendono a concentrarsi su un numero contenuto di Paesi, prediligendo aree più vicine e consolidate, come Francia, Spagna e Germania. Quelle di maggiore dimensione preferiscono invece espandersi verso più Paesi, anche se con piccole quote di mercato. Le destinazioni sono più ricercate, come ad esempio Russia, Iran, India: Paesi quindi con un alto tasso di sviluppo e opportunità di espansione economica.

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Image credit: shutterstock

 

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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