Migliora la puntualità nei pagamenti delle imprese

Trend positivo ma solo un’azienda su tre paga alla scadenza

Redazione MondoPMI
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puntualità nei pagamenti

Secondo il rapporto elaborato dall’Osservatorio Studio Pagamenti CRIBIS il trend sulla puntualità nei pagamenti delle imprese assume valori positivi nel terzo trimestre del 2017: nonostante infatti il numero di aziende in grado di rispettare i tempi con i fornitori sia ancora molto basso, il valore registrato nel periodo ha raggiunto il livello più alto dal 2013.

Solamente il 38,2% delle imprese riesce ad adempiere alle fatture entro la scadenza pattuita. Gli altri due terzi delle imprese riscontrano invece un ritardo, più o meno pesante, nel saldare i propri debiti con i fornitori: del restante 61,8%, il 51,3% riesce fortunatamente a ristabilire la situazione entro un mese, mentre il 10,5% arriva a superare i trenta giorni di ritardo.

Nonostante il numero di imprese che presentano gravi ritardi negli adempimenti non sia trascurabile, lo studio afferma che il valore non raggiunge percentuali così basse dal 2012. In generale dopo diversi anni di trend negativi, finalmente il 2017 ha determinato un cambio di tendenza, registrando un calo dei ritardi gravi del -16,7%.

Le regioni che dimostrano una maggior puntualità nei pagamenti appartengono principalmente al Nord-Est: in quest’area del Paese infatti il 46,5% delle aziende registra una perfetta puntualità nell’adempimento dei propri obblighi, e solamente il 6,4% presenta gravi ritardi. Anche le regioni del Nord Ovest d’Italia, presentano valori sopra la media per quanto riguarda il saldo entro la data di scadenza (43,4%) e sotto la media per quanto riguarda i pagamenti posticipati oltre il mese (7,3%). In linea circa con la media nazionale i dati per le città del Centro (34,5% per il criterio della puntualità e 12,3% per quello dei ritardi gravi). Situazione meno positiva per il Sud e Isole (25,9% per il primo valore e 17,3% per il secondo).

Più in dettaglio, le regioni che si classificano ai primi posti per la puntualità nei pagamenti:

  • Veneto (47,6%)
  • Emilia Romagna (47,4%)
  • Lombardia (47,1%)
  • Friuli Venezia Giulia (45,5%)
  • Trentino Alto Adige (41,1%)

Agli ultimi posti invece sono posizionate:

  • Puglia (28%)
  • Sardegna (26,6%)
  • Campania (24,9%)
  • Calabria (24,3%)
  • Sicilia (22,2%)

Se analizziamo la situazione a livello provinciale, invece, la città in cui sono presenti le imprese più puntuali è Bergamo: nella top ten a seguire troviamo Brescia, Sondrio, Lecco, Mantova, Vicenza, Treviso, Trento, Como e Varese. La città che invece registra una percentuale minore di imprese adempienti entro i termini previsti è Enna, affiancata da Reggio Calabria, Messina, Agrigento e Palermo.

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A livello settoriale, il comparto che registra migliori performance è quello dei servizi finanziari: il 48,7% delle imprese specializzate in questo campo infatti non presenta ritardi nei pagamenti dei propri fornitori mentre per l’8% i ritardi superano anche il mese. Anche il settore dell’industria e della produzione ottiene buoni risultati, ovvero il 44,5% per la puntualità e il 6,8% per i ritardi gravi. Non positivi invece i valori del commercio al dettaglio: è infatti solamente il 26,3% delle imprese a sanare i propri debiti in tempo e ben il 17% a posticipare gli adempimenti di oltre trenta giorni.

Infine, per quanto riguarda la dimensione aziendale, le microimprese registrano buoni risultati da un lato e negativi dall’altro: il 39,3% delle aziende infatti salda i propri pagamenti puntualmente ma allo stesso tempo l’11,4% li prolunga, superando la scadenza di oltre un mese. Per le grandi realtà invece accade l’inverso: sono poche le aziende ad essere perfettamente puntuali (15,5%) ma altrettanto poche quelle a registrare gravi ritardi (5,1%). In quest’ultimo caso quindi la maggioranza è costituita da imprese che anche se non in tempo, saldano i propri debiti entro 30 giorni dalla scadenza prevista. Le situazioni meno problematiche sono quelle delle piccole e medie imprese, con valori rispettivamente del 37,3% e 28,8% per il primo criterio e del 6,4% e 4,8% per il secondo.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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