Indice di fiducia per le imprese e le famiglie: in aumento

Si ritorna ai valori pre-crisi

Redazione MondoPMI
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indice di fiducia per le imprese

Un indice di fiducia per le imprese e le famiglie che riporta valori vicino alla cifra di giugno del 2007. Il dato registrato ad agosto 2017 non si vedeva quindi da più di dieci anni. Il valore numerico è infatti passato da un 105,5 di luglio ad un 107,0 di agosto.

indice di fiducia per le imprese e le famiglie: cos’è?

L’indice di fiducia è un indicatore sintetico complessivo dei risultati delle indagini Istat che si pone come obiettivo quello di valutare l’ottimismo o il pessimismo delle imprese italiane e dei consumatori o famiglie. La raccolta dei dati è su base mensile. Durante i primi dieci giorni lavorativi del mese di riferimento vengono effettuate interviste su campioni di circa 2.000 persone o imprese in maniera casuale, sia per intervistati che per distribuzione geografica.

indice di fiducia per le imprese: Quali sono gli indicatori di riferimento?

Nello specifico per quanto riguarda l’indice di fiducia per le imprese ci si basa sulla media di tre indicatori:

  • Giudizi ottenuti sugli ordini totali
  • Aspettative a breve termine per la produzione
  • Livello delle scorte

indice di fiducia dei consumatori: Quali sono gli indicatori di riferimento?

Gli indicatori sono:

  • Situazione economica generale e personale
  • Tendenza alla disoccupazione
  • Possibilità e convenienza del risparmio
  • Valutazione del mercato dei beni durevoli
  • Bilancio finanziario della famiglia

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L’indice di fiducia ha un certo peso sull’economia stessa poiché si compie una stima del rapporto tra consumatore e impresa e tra impresa e mercato. Ciò vuol dire che se l’indicatore riporterà risultati incoraggianti ci sarà commercio. Nel caso di risultati negativi invece, questi dovranno essere sfruttati per capire come ristabilire l’equilibrio perso.

L’andamento di questo periodo si dimostra essere positivo nei settori manifatturiero e dei servizi. Trend in regressione invece per quanto riguarda il settore delle costruzioni e del commercio al dettaglio.

Per la composizione dell’indice è stato notato un aumento delle attese di produzione mentre per quanto riguarda gli ordini è stata colta una leggera diminuzione. La crescita del manifatturiero è infatti sostenuta dai prodotti intermedi e dai beni di consumo. In diminuzione invece il numero di costruttori di beni strumentali.

L’aumento di agosto è più alto per l’indice dei consumatori. Va infatti da 106,9 a 110,8 punti con tutte le componenti dell’indicatore in crescita, confermando i segnali di miglioramento registrati già nei mesi precedenti. I valori di luglio vedevano l’indice dei consumatori da 106,4 a 106,7, per le imprese invece da 106,3 a 105,5. Per giugno i valori corrispondevano a valori da 105,4 a 106,4 per i consumatori, mentre per le imprese da 106,2 a 106,4. I dati di riferimento per il mese di marzo, ad esempio, da 106,6 a 107,6 per i consumatori e da 104,3 a 105,1 per le imprese.

(L’indice è calcolato su base 2010 = 100).

Migliorano pertanto i giudizi sulla situazione economica del paese così come pure quelli sul bilancio familiare. Nel contempo tornano a diminuire le aspettative sulla disoccupazione.

Quanto registrato ad agosto rappresenta infatti l’ennesimo segnale del recupero dell’economia. Lo scatto del Pil nel secondo trimestre di +1,5% su base annua non era così vitale da almeno sei anni.

Anche i valori delle produzioni per le esportazioni vanno di pari passo a ciò. Nel primo semestre le vendite extra Italia sono aumentate dell’8%.

 

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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