Startup Hi-tech: crescita degli investimenti nel 2017

Gli investimenti in Italia in Equity di Startup Hi-tech sono cresciuti del 20% rispetto al 2016 per un totale di 261 milioni di euro

Redazione MondoPMI
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Startup Hi-Tech

Secondo l’Osservatorio Startup Hi-tech della School of Management del Politecnico di Milano, stanno crescendo gli investimenti nelle start up italiane, grazie soprattutto agli investitori esteri che rappresentano il 36% dei finanziamenti.

Gli investimenti in Italia in Equity di Startup Hi-tech sono cresciuti del 20% rispetto al 2016 per un totale di 261 milioni di euro e un +163% di investitori esteri. Crescita anche per quanto riguarda gli investitori informali rispetto a quelli formali, che raggiungono quota di 8 milioni di euro contro gli 81 dell’anno precedente.
Tra le start up più corteggiate rientrano quelle inerenti al comparto Life Sciences.

Secondo Raffaello Balocco, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio, l’Italia potrebbe avere molti più Angel interessati ad investimenti in startup hi-tec, ma la scarsa cultura del fallimento pone un freno a molti possibili investitori e favorisce invece gli investitori internazionali. I player in causa provengono da Europa (Regno Unito, Benelux e Svizzera), per il 51,4%, USA per il 38,1%, Israele per il 7,3% e dalla Russia per il 0,5%.
Interessante inoltre notare come ci sia stato anche un outflow di investimenti italiani verso l’estero e startup straniere per un totale di 65,8 milioni di euro.

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Per quanto riguarda invece le scelte in merito alla localizzazione dell’impresa, al Nord e al Centro la scelta viene influenzata dalla volontà di avere un valido sistema a supporto della start up insieme alla possibilità di avere personale qualificato in loco, mentre al Sud e nelle Isole la scelta viene determinata dalla possibilità di usufruire incentivi delle autorità pubbliche e dalle dimensioni del mercato.

L’ecosistema delle start up, quindi, vede segnali di sviluppo positivi, anche se non è ancora possibile fare un paragone con altri contesti più maturi e con risorse finanziarie estremamente maggiori, come ad esempio USA, Regno Unito, Israele, Francia o Germania.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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