Startup innovative: + 38% rispetto ad agosto 2015

6097 startup attive e 30 mila occupati: ecco i dati del MISE

Redazione MondoPMI
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Sono esattamente 6.097 le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese al 1° agosto 2016 e danno lavoro ad oltre 30 mila dipendenti in tutta Italia: Sono i dati diffusi dal MISE, che confermano la grande vitalità delle nuove imprese ad alto tasso di innovazione, che da pochi giorni possono essere costituite on line, senza la necessità di rivolgersi ad un notaio.

I numeri parlano di una crescita consistente già rispetto alla fine del mese di giugno, quando le startup innovative erano 5.943. In un solo mese, quindi, in Italia ne sono nate ben 154, in linea con i dati del trimestre aprile – giugno, che aveva fatto registrare 504 nuove iscrizioni. L’avanzata delle startup innovative risulta ancora più rilevante se si pensa che ad agosto 2015 ne esistevano 4.413. Rispetto a 12 mesi fa, quindi, si regista una crescita del 38%.

In confronto ad agosto 2015, inoltre, risultano attivi in Italia 38 incubatori certificati, 8 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, localizzati in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Toscana, Sardegna e Trentino Alto Adige.

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Il secondo rapporto trimestrale del MISE, che raccoglie i dati relativi al periodo aprile – giugno 2016, dice che le startup innovative in Italia sono anche un ottima leva per l’occupazione: ad oggi, infatti, coinvolgono ben 23.045 soci in 5.801 società con almeno un socio, mentre ogni impresa presenta in media 4 soci e la metà ne presenta un massimo di 3. Sono 8.193, poi, gli addetti impiegati nelle 2.356 startup con dipendenti, per un totale di oltre 30 mila collaboratori complessivi.

Non sono da trascurare il numero di startup innovative in cui la compagine societaria risulta composta prevalentemente da donne, che arriva a 813, cioè il 13,7% del totale, e quelle composte soprattutto da giovani under 35, che a fine giugno 2016 toccano quota 1.323, cioè il 22,3% sul totale. Il dato è ancora più interessante se si pensa che le società di capitali a prevalenza giovanile arrivano al 6,7% del totale.

Il processo di semplificazione normativa che si sta portando avanti in questo periodo in favore della nascita di nuove startup innovative, quindi, sembra dare i suoi frutti, nella speranza che i prossimi report possano continuare a confermare le tendenze in corso.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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