Terremoto: sosteniamo le PMI del territorio

Partiamo dai prodotti tipici per rilanciare l'economia delle zone colpite.

Redazione MondoPMI
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enogastronomia-Lazio-Marche

Quello che ci sta passando davanti agli occhi in questi giorni è qualcosa che ricorderemo per lungo tempo, il sisma che ha colpito il centro Italia è una tragedia che ha colpito tutti.

Anche se l’emergenza post terremoto è ancora in pieno svolgimento, vogliamo già pensare alla ripartenza economica delle zone più colpite, soprattutto mettendo in luce quelle che sono le eccellenze del territorio. Nel reatino e nell’ascolano, le due provincie più interessate dallo sciame sismico, l’economia è prevalentemente legata ai servizi, con l’industria che si attesta circa al 20% del PIL totale. Il settore primario ha ricoperto un ruolo centrale fino al dopoguerra in queste zone, e anche se attualmente contribuisce in minima parte all’economia regionale, sono molte le eccellenze eno-gastronomiche che mette giornalmente nelle nostre tavole.

Sul versante laziale, nella provincia di Rieti possiamo citare:

  • L’Olio Extravergine d’oliva Sabina DOP, il primo olio in ordine di tempo ad ottenere questa certificazione;
  • Il prosciutto Amatriciano IGP;
  • La Patata di Leonessa e del suo altipiano;
  • Le Mele di Amatrice;
  • La Lenticchia di Rascino;
  • Il Fagiolo borbontino.

La tradizione vuole che la città di Amatrice abbia dato il nome al celeberrimo sugo all’amatriciana, conosciuto in tutto il mondo ma che si presenta oggi leggermente rivisitato rispetto alle sue origini. Sembra infatti che la prima versione chiamata Gricia, fosse originaria di Grisciano, paesino a pochi chilometri da Amatrice, e poi ribattezzata Amatriciana con l’introduzione nella ricetta del sugo di pomodoro.

Il Made in Italy marchigiano della provincia di Ascoli Piceno, invece, ci offre altre prelibatezze soprattutto per quanto riguarda l’enologia, riconosciute dai marchi DOP e IGP come:

  • Il Pecorino di Arquata del Tronto
  • Il Falerio dei Colli Ascolani
  • Il Rosso Piceno

Vi abbiamo proposto questa selezione per mettere in luce parte dei tanti prodotti che nei territori del Centro Italia nascono e che contribuiscono a fare del nostro Paese una delle nazioni più ricche di tradizione e cultura eno-gastronomica, sperando che nei prossimi giorni ognuno di noi possa apprezzare e comprare ciò che queste terre ci regalano e continuano a regalarci, per aiutare l’economia delle tante realtà artigiane e PMI che operano in questo settore nel Lazio e nelle Marche.

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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