Addio ad Equitalia: ecco le novità in arrivo

Si rottamano le cartelle, ma non le multe per violazione del codice della strada.

Redazione MondoPMI
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Il 15 ottobre, con l’approvazione della Legge di stabilità, il governo ha varato un decreto che prevede la chiusura di Equitalia, società di riscossione nazionale che fa capo per il 51% all’Agenzia delle Entrate e per il 49% all’Inps. Entro 6 mesi è previsto dunque l’addio in favore di un modello di stampo più internazionale che prevede più correttezza e rispetto delle norme e una riduzione del rischio di incorrere in sanzioni e violazioni.

L’ente di riscossione avrà una maggiore autonomia gestionale e si assisterà anche ad una risoluzione dei problemi legati a circa 8mila dipendenti Equitalia che avevano “ereditato” il proprio inquadramento dalle precedenti esperienze lavorative presso istituti di credito e finanziari (alcuni senza aver superato il concorso pubblico previsto per l’ingresso nella Pubblica Amministrazione).

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COS’ALTRO CAMBIERA’?

Con questo decreto, il governo prevede la rottamazione di:

  • Cartelle relative a tributi contestati dall’Agenzia delle Entrate
  • Contributi previdenziali e assistenziali affidati per la riscossione o inseriti in ruoli ordinari o straordinari entro il 31/12/2015
  • Debiti a ruolo oggetto di rateizzazione, in corso o decaduta

In sostanza verranno rottamate tutte le cartelle di Equitalia già in corso di riscossione, anche quelle il cui pagamento è rateizzato e quelle ancora da emettere, portando così ad un recupero di circa 4 miliardi di euro.

Con questa riforma sarà obbligatorio pagare solo le imposte contestate e gli interessi, senza aggio in precedenza imposto da Equitalia. Quest’ultimo al momento non è previsto, ma qualora venisse conservato, sarà comunque ridotto: non dovrà superare il 3% se il pagamento da parte del contribuente avviene entro 3 mesi e del 6% qualora il pagamento avvenisse oltre tale periodo. Enrico Zanetti, viceministro dell’economia, ha dichiarato: “Le imposte si pagano per intero, ma si fa piazza pulita di altre voci che spesso portano a raddoppiare e triplicare l’importo dovuto in cartella”.

Non sono invece inclusi in tale rottamazione le multe per violazione del codice della strada, che dovranno quindi rispettare le norme previste fino ad oggi.

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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