Agevolazioni previdenziali nel regime forfettario

Entrato a pieno regime ecco che agevolazioni prevede.

Alberto Liviero
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Il regime forfettario, entrato a pieno regime nel 2016, si caratterizza, oltre che per le agevolazioni contabili e fiscali, anche per un inedito sconto dei contributi previdenziali a carico degli esercenti attività d’impresa. Ecco perché abbiamo pensato ad una piccola guida ai contributi previdenziali previsti nel regime forfettario concentrandoci sugli incentivi previsti dal legislatore.

L’agevolazione, come previsto dalla circolare inps n. 35/2016, deriva dall’applicazione sul reddito determinato forfettariamente, che costituisce base imponibile ai fini previdenziali, di una riduzione del 35% sul contributo complessivo. In sostanza la riduzione non riguarderà solo i contributi fissi, le famose 4 rate annuali incubo di tanti giovani (e non) imprenditori, ma anche la parte di reddito imponibile che eccede il reddito minimale contributivo.

i soggetti esclusi

I lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps non godono di alcuna agevolazione. Essi continueranno ad adottare la tassazione prevista per il regime ordinario: 27,72% o 24% per i pensionati o altri soggetti iscritti ad altre forme pensionistiche. Stesso destino per i liberi professionisti iscritti alla cassa di appartenenza (cassa forense, inarcassa, ecc..), i quali continueranno a versare i contributi secondo le regole della cassa.

Sono inoltre esclusi alcuni benefici contributivi per coloro che decidono di aderire al regime previdenziale agevolato e per i relativi collaboratori familiari. In particolare quello previsto per i soggetti ultrasessantacinquenni, nonché la riduzione contributiva di tre punti percentuali per i soggetti di età inferiore ai 21 anni.

le modalita’ di accesso

L’agevolazione non opera automaticamente. Il contribuente deve fare espressa opzione tramite apposita dichiarazione da presentare telematicamente, dal proprio cassetto previdenziale presente nel portale dell’Inps, oppure in modalità cartacea tramite raccomandata. Cliccando su questo link sarà possibile scaricare il modello da compilare.

Per chi al primo gennaio 2016 esercitava già attività d’impresa il modulo di adesione andava presentato entro il 28 febbraio 2016.

Per le imprese di nuova costituzione la domanda di adesione al regime agevolato dovrà essere effettuata con la massima tempestività rispetto alla data di ricezione della delibera di avvenuta iscrizione alla gestione previdenziale. La circolare numero 29/2015 null’altro specifica per quanto riguarda la tempistica.

In caso di mancata comunicazione l’accesso al regime agevolato non sarà consentito per l’anno in corso ma dovrà essere presentata una nuova domanda entro il 28 febbraio dell’anno successivo e l’agevolazione sarà concessa con decorrenza 1° gennaio del relativo anno, fermo restando il possesso dei requisiti di legge in capo al richiedente.

cause di esclusione

L’uscita dal regime contributivo agevolato può avvenire al verificarsi di tre ipotesi:

venir meno dei requisiti che hanno consentito l’applicazione del beneficio;

scelta del contribuente, a prescindere da qualsivoglia motivazione, di abbandonare il regime agevolato;

– comunicazione all’Istituto da parte dell’Agenzia delle Entrate in ordine al fatto che il contribuente non ha mai aderito al regime fiscale agevolato, oppure non ha mai avuto i requisiti per aderire

Image Credit: shutterstock

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Alberto Liviero

Dottore Commercialista, iscritto all’ODCEC di Rovigo. Formazione di stampo giuridico-economica, con un occhio di riguardo all'innovazione ed alle nuove tecnologie.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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