Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?

Ecco tutte le spese da sostenere per l'attivazione e il mantenimento della tua attività.

Redazione MondoPMI
0
0
Partita_iva_2015

Aprire Partita IVA oggi è sempre più comune. Neo imprenditori spinti da un’idea di business o costretti dal periodo di crisi si mettono in proprio per fare impresa o sopperire alla mancanza di lavoro.

La Partita IVA da sempre identifica un soggetto fiscale, lavoratore autonomo o ditta individuale, riconoscibile da una una sequenza alfanumerica preceduta dalla sigla dello stato di appartenenza.

L’apertura – richiesta all’Agenzia delle Entrate mediante apposito modello – non comporta costi, ma ci sono nel breve e nel medio termine una serie di altre spese correlate al mantenimento, vediamole nel dettaglio.

>> Scopri le novità 2016 <<

Commercialista

Se si affida l’incarico di aprire la Partita IVA ad un commercialista è bene tener conto del suo onorario, che può variare in base alla piazza o al professionista: alcuni potrebbero chiedere 200 euro altri potrebbero addirittura non chiedere nulla. E’ possibile ad ogni modo aprirla in completa autonomia seguendo questi semplici passaggi: individuare il proprio codice atecofin, scaricare il Modello Apertura partita IVA AA9, compilarlo e presentarlo all’Agenzia delle Entrate di competenza, senza sostenere ulteriori costi iniziali.

La spesa principale e necessaria è quella relativa al mantenimento della Partita IVA, diretta conseguenza della mole di lavoro che la gestione della ditta individuale comporta. Tra gli aspetti che contribuiscono in questo caso alla variazione del costo del commercialista: la tipologia di attività, il regime fiscale prescelto, il volume d’affari prodotto, il numero di fatture annue e la presenza di eventuali operazioni con l’estero.

banner-BII

Iscrizione alla Camera di Commercio

Si tratta di circa 100 euro all’anno. Il diritto camerale è un tributo che tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese devono pagare ogni anno alla Camera di Commercio del territorio. L’iscrizione è obbligatoria per le ditte individuali (artigiani o commercianti), mentre è facoltativa per gli autonomi.

Contributi previdenziali

I contributi INPS 2015 per artigiani e commercianti prevedono un’aliquota del 22,65% (circolare INPS 26/2015). Il pagamento dei contributi minimi obbligatori deve essere effettuato in quattro rate trimestrali alle seguenti date: 16 maggio, 16 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo. A questo è necessario aggiungere una quota percentuale calcolata in base al reddito dichiarato.

Le Imposte

L’IRPEF e l’IRAP, sono calcolate in percentuale sul reddito dichiarato. L’IRPEF è pari al 23-27% per redditi fino a 28.000 euro, l’IRAP è pari 3.90%.

Di norma, senza considerare il regime dei minimi, circa il 35% di quanto un’impresa o un professionista fattura – al netto dei costi – sarà assorbito dal fisco. Di seguito gli scaglioni di tassazione ad oggi attivi in base al reddito.

  1. Reddito tra 0 e 15.000 euro: l’aliquota IRPEF è del 23%, che corrisponde  a 3.450 euro di tasse nel caso di massimo reddito. Sono compresi i lavoratori che percepiscono fino a 1.250 euro di reddito.
  2. Tra 15.001 e 28.000 euro: l’aliquota è del 27%, con una tassazione massima di 6.960 euro. Per redditi mensili non superiore a 2.335 euro. Da questa fascia in poi si applica l’aliquota successiva solo per la parte eccedente di reddito. Per esempio: con 30000 euro di guadagno, si pagherà il 27% di tasse su 28000 euro ed il 38% sui 2000 euro che restano.
  3. Tra 28.001 e 55.000 euro l’aliquota IRPEF è fissata al 38% sulla soglia eccedente la seconda. La quota IRPEF sarà pari a 17.220 euro nel caso del reddito più alto.
  4. Tra 55.001 e 75.000 euro: la fascia prevede un’aliquota del 41% con un tetto massimo di 25.420 euro.
  5. Sopra i 75.000 euro: l’aliquota IRPEF è pari al 43%.

Per quanto riguarda il regime dei minimi, l’aliquota al 5% è stata estesa anche al 2015. I possessori di Partita IVA con guadagni fino a 30mila euro potranno scegliere il nuovo regime dei minimi con aliquota forfettaria al 15%, previsto dalla Legge di Stabilità 2015, oppure aderire al vecchio regime al 5%: con il limite è a 5 anni e fino al conseguimento dei 35 anni d’età.

>> Scopri tutte le novità per i costi di gestione della Partita IVA 2016! <<

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Redazione MondoPMI

Redazione MondoPMI

MondoPMI è il blog dedicato a i principali temi di interesse per imprenditori e manager di piccole e medie imprese. Credito, innovazione e novità legislative sono i principali argomenti del nostro blog.

Ultimi post su Twitter

3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

18 − diciotto =