Arrivano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale

Dal prossimo anno addio agli studi di settore.

Redazione MondoPMI
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Viene ufficialmente attuato il processo di sostituzione degli studi di settore con i nuovi Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA). La Commissione degli Esperti ha presentato quelli che saranno gli indici che daranno vita ad un nuovo rapporto tra Fisco e Contribuenti.

I NUOVI ISA

Dal prossimo anno verranno eliminati gli studi di settore che, fino ad oggi, avevano l’obiettivo di portare alla luce comportamenti scorretti delle imprese. Il comunicato stampa del 7 marzo 2017 dell’Agenzia delle Entrate ufficializza l‘introduzione degli ISA. Il nuovo sistema non creerà più un clima di spauracchio, ma un sistema che premia i contribuenti dal comportamento fiscale meritevole.

Gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale stabiliranno, attraverso una metodologia statistico-economica, il grado di affidabilità delle aziende su una scala da 1 a 10. Coloro che risulteranno affidabili, avranno accesso a significativi benefici tra cui la possibilità di ottenere una riduzione o l’esclusione dai termini per gli accertamenti fiscali. Le imprese dunque saranno incentivate ad avere tutto a norma non per evitare le conseguenze negative, ma per usufruire dei vantaggi previsti.
I contribuenti interessati potranno dunque migliorare la propria posizione fiscale attraverso adempimenti spontanei e, grazie ai dati statistici, potranno verificare i movimenti di imprese e professionisti del proprio mercato di riferimento ed il loro indice di affidabilità.

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Fino ad oggi questi indici sono stati sperimentati su 8 settori economici:

  • Amministrazione di condomini, gestione dei beni immobili per conto terzi e servizi integrati di gestione degli edifici (K16U);
  • Attività degli studi di ingegneria (K02U);
  • Commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, pelletterie ed accessori (M05U);
  • Commercio all’ingrosso di macchine utensili (M84U);
  • Fabbricazione di calzature, parti ed accessori (D08U);
  • Manutenzione e riparazione di autoveicoli, motocicli e ciclomotori (G31U);
  • Produzione e commercio al dettaglio di prodotti di panetteria (D12U);
  • Servizi di ristorazione commerciale (G36U).

Dall’annualità d’imposta 2017 circa un milione e mezzo di contribuenti vedrà l’operatività di 70 Isa:

  • 29 per il settore commercio;
  • 17 per i servizi;
  • 15 per il settore manifatturiero;
  • 9 per i professionisti.

Per gli altri settori economici, dal 2018 arriveranno altri 80 Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale diventando così ufficialmente disponibili per tutti i 4 milioni di contribuenti coinvolti.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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