“Destinazione Italia”: il piano del Governo per attrarre investimenti e aumentare la competitività

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L’Expo del 2015 rappresenta per l’Italia un banco di prova internazionale, a dimostrazione che il Paese è stato davvero in grado di superare la crisi. “Essere fuori dalla bufera” significa anche riuscire a catturare parte dei finanziamenti di investitori esteri, un flusso di miliardi che potrebbero far ripartire l’economia del Paese. Lo scorso anno infatti, su un giro d’affari totale di 1.400 miliardi di euro, solo 9 sono stati destinati all’Italia, segno di una mancanza di fiducia verso la nostra capacità di creare valore.

Per queste ragioni lo scorso giugno è nato “Destinazione Italia”, un progetto governativo volto a rendere il nostro Paese appetibile ai maggiori investitori internazionali e promuovere la competitività delle aziende italiane, con conseguente azione positiva su tutta la filiera. Una task force ha lavorato  per mesi al progetto, con l’obiettivo di individuare i settori d’azione, i territori e le priorità da assegnare al piano. La task force è composta da:

  • Stefano Firpo, capo della segreteria tecnica del Ministro Zanonato
  • Alessandro Fusacchia, consigliere per la diplomazia economica del Ministro degli esteri Emma Bonino
  • Fabrizio Pagani, consigliere del Premier Letta

Secondo le ultime indiscrezioni, il primo pacchetto di norme potrebbe confluire martedì prossimo, 15 ottobre, in un decreto legge collegato alla Legge di Stabilità e dovrebbe essere presentato al consiglio dei Ministri, ma questo sarà solo il primo passo: Palazzo Chigi ha infatti avviato da ieri una consultazione sul piano con il preciso intento di raccogliere opinioni e suggerimenti nei prossimi 30 giorni.

Per maggiori informazioni e per partecipare alla consultazione, oppure per proporre una misura in aggiunta alle cinquanta già presenti, visita questa pagina.

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Dal 1990 lo Studio Baldassi affianca imprese e organizzazioni di vari settori merceologici, prevalentemente PMI del Nord Italia, e recentemente anche la Pubblica Amministrazione. La sua missione: ‘aiutare le aziende ad aiutarsi' per un business migliore.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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