Detassazione premi produttività: i vantaggi per le PMI

I premi monetari sono sostituibili con il welfare aziendale.

Redazione MondoPMI
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Tutte le PMI, anche quelle senza rappresentanze sindacali al loro interno, possono ottenere i vantaggi fiscali legati ai premi di produttività, previo adempimento di alcuni obblighi burocratici.

Come ottenere la detassazione dei premi produttività?

Le imprese che desiderano ottenere i benefit già previsti dal Tuir dovranno, prima di erogare i premi, aver stipulato un accordo di secondo livello all’interno del quale dovranno indicare i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione e l’eventuale possibilità del lavoratore di sostituire i premi monetari con welfare aziendale.

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Per le PMI che al loro interno non hanno rappresentanze sindacali, invece, il godimento dei vantaggi fiscali passa per il recepimento di un accordo-quadro territoriale o interconfederale che dovrà essere redatto dai sindacati maggiormente rappresentativi a livello nazionale. Oltre a questo, è obbligatoria, in primo luogo, l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni datoriali che hanno firmato l’accordo quadro, cui le imprese dovranno risultare associate o cui potranno conferire un mandato.

detassazione premi produttivita’ e welfare aziendale

La comunicazione da parte dell’azienda ai lavoratori dell’adesione all’accordo quadro è obbligatoria, unita alla dichiarazione di volontà di erogare i premi produttività e l’eventuale possibilità di sostituzione dei premi monetari con attività legate al welfare aziendale. Tale comunicazione dovrà essere completa di:

  • periodo di riferimento;
  • composizione del premio;
  • indicatori adottati;
  • stima del valore annuo medio pro capite;
  • modalità di corresponsione

La stessa comunicazione dovrà essere inviata al comitato interno alle associazioni datoriali che avrà il compito di valutare la legittimità della proposta sulla base dell’accordo quadro. Una volta ottenuta l’approvazione, l’impresa deve comunicarlo entro 30 giorni alla Direzione Territoriale del Lavoro per via telematica.

I lavoratori potranno convertire il premio monetario prima della sua effettiva erogazione, anche se i singoli benefit fruibili non fossero già stati in precedenza comunicati, e solo in presenza di una specifica clausola che lo permetta.

Il contratto consentirà alle PMI di godere della completa detassazione nonostante le restrizioni dell’articolo 100 del Tuir che prevedevano una deducibilità dei costi limitata al 5 per mille per i costi sostenuti per prestazioni di lavoro dipendente.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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