DL Mezzogiorno: le novità per il credito d’imposta

Aumenta il limite massimo dei costi agevolabili e la possibilità di cumulo del credito d’imposta.

Redazione MondoPMI
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Con la circolare 12/E l’Agenzia delle Entrate ha reso note le nuove indicazioni relative alla fruibilità e applicabilità del credito d’imposta per quanto riguarda il Bonus Sud, istituito dalla Legge di Stabilità 2016. Il Bonus, che prevede agevolazioni fiscali per le imprese che hanno realizzato investimenti per l’acquisto di beni strumentali destinati a strutture produttive situate in Abbruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, è stato recentemente modificato dal Decreto Legge Mezzogiorno 243/2016.

Le novità del DL sono già in vigore dal 1 marzo 2017, in quanto l’inizio delle nuove disposizioni corrisponde alla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Legge Mezzogiorno, avvenuta in data 01/3/2017. L’estensione al credito d’imposta alla regione Sardegna, invece, ha effetto dal 1 gennaio 2017.

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LE NOVITÀ DELLA NORMATIVA

L’aggiornamento della Legge di Stabilità 2016, ha portato dei cambiamenti alle agevolazioni per gli investimenti nel sud Italia. Le principali modificazioni comprendono:

  • l’estensione del credito d’imposta anche alla regione Sardegna come accennato in precedenza;
  • l’incremento del credito d’imposta spettante;
  • l’aumento del limite massimo dei costi agevolabili per ciascun progetto di investimento, ora pari a 3 milioni di Euro per le piccole imprese e 10 milioni di Euro per le medie imprese. Resta invariato l’importo di 15 milioni stabilito per le imprese di grandi dimensioni;
  • il credito d’imposta sarà determinato sulla base del costo totale dei beni acquisiti;
  • possibilità di cumulo del credito d’imposta con gli aiuti de minimis e altri aiuti di Stato che insistono sugli stessi costi, con il limite che tale cumulo non superi l’intensità o l’importo di aiuto consentito dall’Unione Europea.

Per quanto riguarda i requisiti di accesso all’agevolazione previsti dalla normativa Europea restano ferme le modalità stabilite dalla circolare 34/E del 3 agosto 2016 dell’Agenzia delle Entrate.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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