IVA per cassa: entrata in vigore il primo dicembre 2012

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In attesa della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, il Dipartimento delle Finanze ha diffuso nel suo sito web il decreto attuativo che introduce il regime di IVA per cassa per tutti gli esercenti di attività d’impresa e professionisti che hanno realizzato nell’anno solare precedente un volume d’affari non superiore ai 2 milioni di euro. Tale decreto, che sarà seguito da un comunicato ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per stabilirne le modalità operative, avrà effetti su tutte le operazioni effettuate a partire dal primo dicembre 2012.

Le nuove norme, che sostituiscono le precedenti disposizioni, prevedono:

  • il differimento dell’esigibilità IVA al momento del pagamento del cessionario. L’imposta viene resa disponibile trascorso un anno dall’effettuazione della transazione, salvo che il committente non sia stato soggetto a procedure concorsuali nello stesso periodo;
  • la detrazione dell’imposta sugli acquisti potrà avvenire al momento del pagamento dei relativi corrispettivi;
  • l’obbligo di indicare nelle fatture che i soggetti decidono di ricorrere al regime di IVA per cassa.

Ad esse  si associano delle precisazioni:

  • le fatture con esigibilità differita andranno riportate nei registri ordinari, concorrendo nella definizione del volume di affari del periodo impositivo. In sintesi, per il calcolo della soglia massima non si valuterà quando l’imposta diventa esigibile, ma il momento stesso dell’avvenuta transazione;
  • in caso di frazionamento del pagamento (con emissione di fattura unica), l’esigibilità dell’imposta è da considerarsi pro-quota in relazione all’acconto pagato;
  • il regime per cassa non si applica per i soggetti con partita IVA che acquistano beni o servizi per uso privato. A tal proposito potrebbe essere richiesta una dichiarazione a norma di legge per certificare l’effettiva destinazione commerciale;
  • la detrazione non può avvenire in maniera differita per le seguenti operazioni passive:
  1. acquisti intracomunitari di beni;
  2. importazioni di beni;
  3. estrazioni di beni dai depositi IVA;
  4. acquisto di beni e servizi con meccanismo di reverse change.

 

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Dal 1990 lo Studio Baldassi affianca imprese e organizzazioni di vari settori merceologici, prevalentemente PMI del Nord Italia, e recentemente anche la Pubblica Amministrazione. La sua missione: ‘aiutare le aziende ad aiutarsi' per un business migliore.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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